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[News] Tutti i plug-in FabFilter aggiornati

FabFilter ha appena rilasciato un aggiornamento per tutti i plug-in, contenente varie correzioni di bug e piccoli miglioramenti. Questo aggiornamento è gratuito per i clienti esistenti e FabFilter consiglia a tutti di aggiornarsi alle versioni più recenti dei plug-in.

Tutti i plug-in:

  • Risolti possibili arresti anomali in Logic Pro X, che occasionalmente tenta di inizializzare plug-in con buffer non inizializzati / non inizializzati.
  • Risolto il crash possibile in Nuendo 7 su macOS quando si chiudeva un plugin.
  • Risolti i problemi relativi al blocco dei keylogger su Windows quando si utilizza la superficie di controllo Avid S6.
  • Corretto l’aspetto errato delle interfacce plug-in in Live 10 in modalità High DPI.
  • Il plug-in VST 2.4 ora adatterà automaticamente il layout del canale in modo che corrisponda all’audio / traccia su cui è posizionato. Si noti che la versione separata (“Mono)” dei plug-in è ancora inclusa per la retrocompatibilità.
  • Risolto un bug che poteva causare un crash quando si spostava il mouse sul bordo destro di un menu con icone.
  • Piccoli bug risolti e miglioramenti.

Pro-Q 2:

  • Risolto un problema con la modalità Fase Naturale, che poteva portare sporadicamente a una risposta di frequenza del filtro errata durante l’elaborazione dell’audio a dimensioni di blocco molto piccole.
  • Risolto un bug che causava la scomparsa di Permanent Spectrum Grab in Pro-Q 2 quando l’input del plug-in VST3 diventava silenzioso.
  • Risolto un bug che causava il rallentamento dell’analizzatore di spettro quando si spostava il mouse sul display EQ, con l’accelerazione grafica disabilitata.
  • Le informazioni sulla frequenza di campionamento sono ora incluse quando si salva uno spettro EQ Match, quindi può essere ripristinato correttamente quando si utilizza una frequenza di campionamento diversa.
  • In EQ Match, l’opzione ‘Salva input come riferimento’ ora controlla se il plug-in sta ricevendo audio sull’ingresso.
  • Risolto un bug che faceva sì che i colori delle bande EQ da 9 a 24 non corrispondessero alla colorazione delle alte luci attorno ai controlli della banda mobile.
  • Risolto un piccolo bug quando si fa clic con il pulsante destro sul pulsante Solo nella visualizzazione del valore del parametro EQ: questo farebbe sì che il pulsante rimanga nello stato basso.

Pro-L 2:

  • È stato leggermente modificato l’algoritmo di rilevamento dei picchi reali per produrre possibili piccoli overread pari all’algoritmo di esempio ITU-R BS.1770-4, riducendo al contempo il vero underread dei picchi. Ciò rende Pro-L 2 più facile da usare in combinazione con strumenti MFIT (Mastered per iTunes) come AURoundTrip.
  • Risolto un piccolo bug che poteva far sì che il livello True Peak venisse visualizzato in arancione in alcuni casi, mentre dovrebbe ancora apparire in verde.
  • Risolto un bug che causava il reset del livello integrato su -INF dopo un rimbalzo in Logic Pro X (e anche in alcune altre DAW). D’ora in poi, il livello integrato viene ora ripristinato solo facendo clic sul pulsante “Ripristina” nel pannello Loudness nell’interfaccia.
  • Risolto un piccolo problema che poteva causare un ordine errato di etichettatura ‘M’, ‘S’ e ‘I’ sotto i tre misuratori di volume.
  • Risolto un problema che causava il superamento di Pro-L 2 quando veniva usato su tracce con solo un canale centrale in Cubase.
  • Risolto un bug che causava il crash di Pro-L 2 quando si aggiungeva il plug-in a una traccia a 4 canali in Reaper quando si utilizzava la modalità di interfaccia Compact.

Altri plug-in:

  • Pro-G: Risolto possibile crash su Windows quando si utilizza il ridimensionamento del 150% (alto DPI).
  • Pro-MB: corretto un bug che poteva causare la silenziosità dell’output in alcune rare occasioni, usando 4x oversampling.

I plug-in aggiornati sono completamente compatibili con le versioni precedenti. Le ultime versioni e le prove di 30 giorni sono disponibili per il download ora su www.fabfilter.com/download.

I requisiti di sistema su Windows sono Windows 10, 8, 7, Vista o XP e un host VST 2/3 o Pro Tools o Mac OS X 10.6 o successivo con processore Intel e un host Audio Units, host VST 2/3, o Pro Tools. Sono supportati entrambi gli host a 64 e 32 bit.

[Tutorial] Layered Kick Drum: il metodo della stratificazione

Oggi il nostro Giona Guidi ci spiega come ottenere dei suoni di Kick più corposi ed accattivanti attraverso la tecnica di layering, ossia la cosiddetta stratificazione.

La cassa è una delle componenti più importanti del vostro brano. Per questa ragione, nel mio precedente tutorial incentrato sull’organizzazione e razionalizzazione dello spazio di lavoro del proprio sequencer,  ho sottolineato che la categoria del groove ritmico (che personalmente codifico con il colore bianco) è quella che posiziono nella parte superiore della finestra di arrangiamento, proprio perché è il primo passo che compio nell’affrontare un nuovo progetto. Specialmente quando si parla di musica elettronica è molto importante che il kick drum risulti sempre presente e ben definito all’interno del nostro arrangiamento.  Una delle tecniche funzionali a tale scopo è quella di costruire il suono di kick attraverso la sovrapposizione di 2 o più suoni di cassa differenti, il layering.

Samples Master-Slave

La prima cosa da cui partire è quella che può sembrare più banale ma, credetemi, è tutt’altro che scontata: scegliere campioni di kick di ottima qualità. Come in cucina anche nella produzione di musica vale la regola ” per preparare un buon piatto bisogna usare gli ingredienti giusti”.  Se si scelgono campioni mediocri il risultato non potrà essere sicuramente ciò a cui aspiriamo anzi, c’è una seria possibilità che la stratificazione possa portare a risultati anche peggiori del singolo campione di partenza.

Kick Master

Kick Slave

Nelle librerie di suoni che troviamo in commercio possiamo trovare spesso gruppi di suoni ottenuti con il layering.  Questi campioni sono realizzati stratificando i suoni provenienti da differenti  batterie oppure registrazioni di uno stessa batteria attraverso però microfoni di varie marche e/o posizionati in modo diverso durante la ripresa (take). Sfruttando il medesimo principio possiamo sfruttare queste stesse tecniche per ottenere una cassa con maggiore corpo e timbro, magari sommando un campione di kick dotato di una punta maggiore nell’attacco ad un’altro con più corpo nelle basse frequenze.  A scanso di equivoci, tuttavia, mi preme sottolineare che il concetto di somma dei suoni è subordinato alle medesime regole del mixaggio di un dj. Quando un dj (e molti di voi lo saranno) miscela due brani agisce sull’equalizzazione dei singoli canali per ottenere un passaggio pulito in cui la sovrapposizione delle frequenze non generi distorsioni o l’impasto del suono in pista. Allo stesso modo il layering va di pari passo con opportune tecniche di compressione ed  equalizzazione che hanno lo scopo di non impastare il suono ed ottenere un risultato pulito ed efficace.

Kick Master + Slave (No Sidechain)


 

Compressione Sidechain

Partiremo quindi dal campione “master”, ossia quello che abbiamo scelto per il suo corpo nelle basse frequenze ed inseriremo un compressore con effetto sidechain posto sul campione che invece spicca per la maggiore punta nell’ attacco. La sorgente del sidechain sarà ovviamente il campione master, sul quale andremo ad aggiungere la punta. Grazie ad una adeguata regolazione dei parametri di attacco e rilascio (attack e release) del compressore potremo isolare la parte che ci interessa utilizzare e valorizzare nel secondo campione (punta) eliminando o  anche solo attenuando (in base alle regolazioni effettuate su attacco e rilascio) tutto il resto.

Sidechain Master-Slave

Esistono molteplici plugins in grado di assisterci nella realizzazione di un layered kick, alcuni di essi semplificano moltissimo questa procedura essendo stati creati appositamente per tale scopo. Tuttavia, sono qui per condividere con voi la tecnica di base che ci permette di ottenere l’obiettivo, anche in assenza di specifici plugins.

Kick Master+Slave (Sidechain)


 

Equalizzazione

Quando si interviene sulle equalizzazioni è sempre buona norma non esagerare con il boost, ossia nel pompare le basse frequenze. Tenendo presente che non esistono indicazioni valide universalmente e che tutto può avere una moderata variabilità in funzione del campione utilizzato, un lieve incremento (2/5 db) con una campanatura abbastanza larga (Q) nella zona tra gli 80 e i 120 Hz, dovrebbe valorizzare il campione master. Nel mio caso ho voluto  dare ulteriore incremento tra i 2 e i 5 KHz, per enfatizzare la punta del campione master, sebbene in questa gamma di frequenze sarà protagonista il campione slave. Un ultimo ritocco sempre piuttosto utile è quello di eliminare con un filtro passa basso tutta quella parte di spettro nella quale non c’è contenuto musicale o dove andrà a sedersi il suono del basso, contribuendo così a ripulire il mix finale. Per quanto riguarda il campione slave andremo invece a tagliare col filtro passa basso tutta la gamma sotto i 100 Hz andando così a supportare il compressore sidechain nell’eliminazione di tutto ciò che non ci interessa valorizzare di questo sample. Una curva EQ di tipo  high shelf con guadagno di circa 3/4db, preceduta da una riduzione a campana di circa 2/3 db sui 4Khz mi è servita a valorizzare le alte frequenze della punta che ci interessavano particolarmente in questo strato (layer) del kick slave.

EQ Master-Slave

Per rifinire il tutto sono andato a ridurre di 2 db il volume del campione slave per avere un bilanciamento ottimale sella somma dei miei due layers.

Kick Master + Slave (Sidechain & EQ)


 

Compressione

Quando si parla di kick drum e del relativo layering, la compressione ha un significato più artistico che tecnico visto che,  in linea generale, i campioni di kick drum non necessitano di una riduzione della gamma dinamica, scopo per i quali i compressori sono stati costruiti.  Il compressore servirà, piuttosto, ad alterare il tono, estrarre dettagli del campione o, addirittura, allungarne la coda. Assumono grande importanza quindi i parametri di attacco e di rilascio del compressore. Il controllo di attacco aiuterà a plasmare il tono del suono della cassa; se é troppo lento perderemo il transient del suono, se è troppo veloce non permetteremo al compressore di svolgere la propria funzione. Il controllo di rilascio dovrebbe essere impostato in modo tale che la riduzione del gain possa tornare a zero prima che venga suonato nuovamente.

Potete fare riferimento allo schema che allego per avere un riferimento visivo e pratico di quali frequenze maneggiare per ottenere il risultato voluto.

Bass Freq
Bass Freq

Un ringraziamento a Giona Guidi per il tutorial, a iZotope e Ableton per averci messo a disposizione il software ed i plugins utilizzati in questo tutorial.

Recensione: SONALKSIS TBK1,TBK2,TBK3 Plug-ins

 

 

 

I plug-ins audio si dividono normalmente in due categorie: quelli che supportano il produttore nel tradurre accuratamente le loro idee in suoni attraverso suoni da studio e operazioni chiave sull’audio e quelli che, invece, spingono alla sperimentazione di nuove sonorità, a trovare nuove ispirazioni. Per i produttori che fanno computer music un plug-in ispiratore può fare la differenza tra una buona traccia e una hit. Allo stesso tempo un plug-in con una interfaccia particolarmente complicata o che presenta problemi di compatibilità, può avere il risultato opposto.

I plug-ins di Sonalksis di cui ci occupiamo oggi ricadono decisamente nella seconda categoria. Parliamo del trittico dei The Big Knob, da cui l’acronimo TBK, facenti parte della serie Creative Elements.  L’interfaccia di questi tre effetti è stata ideata con l’intento comune di risultare piuttosto intuitiva, ma al tempo stesso ciò non impedisce una sostanziale diversificazione nell’utilizzo e nel risultato finale dell’elaborazione sonora. Dal punto di vista grafico il minimo comune denominatore dei tre TBK è la grande manopola che domina l’interfaccia, cui si affiancano alcuni piccoli interruttori. L’installazione è piuttosto semplice a l’autorizzazione/registrazione si effettua depositando, con un classico drag & drop, un file di registrazione sul pannello del plug-in. Una volta terminata questa procedura avremo a disposizione i tre device in formato AU e/o VST, a seconda della piattaforma utilizzata e del programma che utilizzeremo come host. 

TBK1


Il TBK1 Creative Filter è piuttosto agevole e dobbiamo dire che subito che è un plug-in molto divertente da usare. Degno di nota è il controllo di risonanza adattiva che ha il compito di mantenere costante la risonanza e la saturazione man mano che si ruota la grande manopola e limitando le esplosioni nel momento in cui si va a spaziare attraverso determinate frequenze. Tutto questo risparmia al produttore un sacco di tempo perso in regolazioni minuziose. I comandi ed interruttori disponibili sulla destra della manopola offrono:

  • tre tipi di filtro: highpass, bandpass e lowpass 
  • quattro settaggi per la risonanza: Low, Med, High e Rude 
  • tre livelli di intensità del filtro: 12, 24 or 48 dB

La manopola del TBK1 ci ha impressionati per l’altissima risoluzione. Lo sweep, sia esso veloce o lento, risulta fluido come ci si aspetta da un plug-in di questo genere.  I TBK utilizzano tutti la medesima architettura interna a 64 bit e questo garantisce che la precisione dell’algoritmo di base sia sempre molto dettagliata. La risonanza adattiva svolge il suo compito egregiamente impedendo gli eccessi di volume o, al contrario, la perdita di dettagli. Combinando le impostazioni della manopola e i filtri si ottengono tagli molto interessanti sui canali. Impostando il parametro su Rude, ogni cosa acquisisce un suono aggressivo ed eccitante. L’impostazione High e Medium della risonanza sono, a nostro avviso, i più entusiasmanti. Altra funzione interessante è lo Step che modifica in automatico, ad intervalli cromatici, la frequenza del filtro. Le impostazioni relative alla frequenza del filtro possono essere controllati anche attraverso comandi MIDI appositamente assegnati in modo da ottenere la progressione melodica del filtro.

TBK2


TBK2 Digital GrimeBox è un plug-in con effetto di distorsione. L’interfaccia è pressoché simile al TBK1 ed include infatti un cursore, la manopola centrale e tre interruttori. Se sul TBK1 abbiamo trovato la risonanza adattiva, sul TBK2 GrimeBox abbiamo a disposizione il bias adattivo che analizza il segnale in ingresso e mantiene un livello blianciato nella colorazione. Questo ci permette di creare un ampio range di effetti, dall’appena percepibile alla distruzione totale, senza alcun ritardo interno del segnale, grazie alla latenza zero che caratterizza tutti e tre i plug-ins. Proseguendo troviamo:

  • l’interruttore Clip che amplifica oppure taglia il guadagno di ±12 dB
  • L’interruttore LPF a 4 posizioni che imposta il filtro lowpass a zero (spento), 2, 6 o 12 kHz
  • L’interruttore Mode che permette di scegliere 4 tipologie di distruzione sonora, ossia Crush, Smash, Grime e Downsampling

La manopola nel TBK2 agisce in modo inverso e pertanto la distorsione aumenta man mano che la si gira verso sinistra, mentre assume il valore massimo quando è impostata sullo zero. Anche nel TBK2 GrimeBox troviamo la funzione Step ma in questo caso, una volta attivata, opera attraverso valori interi. I valori non interi possono essere invece utilizzati quando il bottone Step è disattivato e ciò produce una serie di interessanti variazioni sull’effetto.

TBK3

Il TBK3 Uber Compressor è un plug-in tanto attento al controllo delle dinamiche quanto capace di usare quelle stesse dinamiche per trasformare un campione in qualcosa di assolutamente diverso. Sonalksis utilizza il digitale, gli algoritmi di modellamento anolgico e impostazioni basate su coppie di attack/release per ottenere curve di compressione assolutamente uniche. TBK3 Uber Compressor è in grado di mantenere la colorazione analogica a livelli operativi che farebbero esplodere una macchina analogica. In definitiva il TBK3 può essere utilizzato per mantenere semplicemente una traccia sotto controllo, ma è sperimentando varie combinazioni estreme delle impostazioni che si possono ottenere risultati ispirati ed originali.  Questo è ancor più vero se si utilizza il TBK3 in combinazione con gli altri due plug-ins della serie Creative Elements. TBK3 include quattro Timing Modes che controllano altrettante impostazioni di attack/release che dipendono dal segnale in ingresso: Instant, Pop, Slap e Pump. Il plug-in mette a disposizione anche quattro impostazioni di Side-Chain Bias per definire quali parti dello spettro innescano la compressione. La manopola del TBK3 è dotata anche di un red meter circolare che mostra attivamente il livello di compressione applicato. Il comando Fierce avvia l’effetto di compressione ed è il vero elemento chiave dell’intero plug-in. E’ molto difficile descrivere cosa accade quando viene attivato ma è assolutamente evidente che le cose cambiano in modo radicale. L’espressione e la spinta del suono crescono quando viene premuto il bottone Fierce, ma senza che questo  incida sul livello di uscita perchè il guadagno viene controllato, ancora una volta, in modo adattivo. Per concludere troviamo anche un pulsante Noise che attiva alternativamente il circuito di colorazione analogica del suono con un indicatore di clip che imposta un tetto massimo all’output.

Considerazioni finali

L’interfaccia della serie TBK è fantastica ed offre un pannello delle preferenze contenuto che consente di agire sulle impostazioni della manopola principale definendo la modalità circolare o lineare del suo utilizzo. Il controllo MIDI consente di pilotare i plug-ins attraverso un sistema esterno, sia esso basato su note MIDI, oppure sulla classica rotella di input. La lettura della manopola può mostrare sia i valori che le note. Tutti e tre i pug-ins sono disponibili, una volta installati, sia in versione mono che stereo e possono operare in frequenze di campionamento tra i 44.1 e i 192 kHz, a latenza zero e 64 bit.

Tutti e tre i TBK sono risultati veloci, efficienti e efficaci, senza tralasciare la capacità creativa del produttore più esigente. Il prezzo del bundle TBK è di 184,99 Euro, ma i plug-ins sono comunque disponibili singolarmente al prezzo di 79,99 Euro per il TBK1 e 2 e 119,99 Euro per il TBK3.

Thanks to Sonalksis


Compressore: ABC di questo effetto essenziale

La compressione del livello audio è un processo che modifica la dinamica di un segnale audio.

Un compressore riduce l’intervallo dinamico di un segnale audio se la sua ampiezza supera una certa soglia. L’ammontare della riduzione di guadagno è determinata da un fattore (ratio). Questo risultato viene tipicamente ottenuto, nei sistemi analogici, usando un amplificatore controllato in tensione, il quale riduce il suo Gain (Guadagno) quando la pressione sonora del segnale in ingresso aumenta.

I parametri tipici di un compressore sono: Ratio (Rapporto), Treshold (Soglia), Attack (Attacco) e Relase (Rilascio).

Ratio:

Ratio è il rapporto di compressione. Varia da 1:1 fino ad ∞:1
Se si imposta la ratio a 2:1 significa che saranno necessari 2 db per ottenere un aumento del segnale pari a 1 db. Se settiamo la ratio a 1:1 non ci sarà compressione perché il livello del segnale aumenta di 1 db, ma aumenterà anche il livello di uscita dello stesso valore.

Treshold:

Treshold è la soglia oltre la quale il compressore inizia a comprimere il segnale. Questo parametro è strettamente legato alla ratio. Treshold definisce quando comprimere, Ratio definisce quanto comprimere.
esempio pratico: settando Treshold a -10db e ratio 4:1, il segnale non sarà compresso finché non supera i -10db. Superata tale soglia il segnale sarà aumentato di 1db ogni 4 db in entrata.

Attack:

Questo parametro stabilisce dopo quanti millisecondi il compressore diventa attivo superata la soglia impostata dal treshold. Il valore varia da 1 a 200 millisecondi. Con un attacco veloce il compressore entra in funzione immediatamente. Con un attacco lento il compressore agisce con un ritardo.

Relase:

Release stabilisce il tempo durante il quale il compressore continua ad essere attivo, dopo che il segnale è sceso sotto la soglia impostata da treshold. Il valore varia da 20 millisecondi a 2 /3 secondi.

Infine c’è il regolatore del Gain (Gaudagno) che serve soltanto per aumentare il volume, e va impostato alzando di tanti db quanti sono i db attenuati.
Per caprici, se con la compressione abbiamo attenuato il segnale di 4 db , aumenteremo il gain di 4 db.

Compressore Plug-in Gratuito da Audio Damage

 

 

 

 

 

Rough Rider è un moderno compressore con un tocco vintage ed un suono caldo. Perfetto per aggiungere effetti di compressione alle linee di basso ma altrettanto efficace con i sinth bass, le clean guitars o backing vocals.Tuttavia, come desiderano precisare in Audio Damage, non si tratta di un compressore per ogni situazione, ma  sembra dare il massimo di sé quanto viene impiegato per conferire carattere alle tracce ritmiche. 

Il pannello frontale di questa macchina è simile alla maggior parte degli effetti di questa famiglia e non sarà quindi difficile acquisire un’immediata confidenza con le sue funzionalità.

Ecco un piccolo riassunto delle specifiche fondamentali del plug-in:

 

Ratio: La manopola della Ratio opera in modo logaritmico.  Portata a fondo corsa in senso anti-orario avremo  1:1, in senso opposto sarà 1:1000. La posizione mediana è 1:10

Attack e Release: Per comprendere il comportamento di questo parametro è bene ascoltare con le proprie orecchie

Meter:  Mostra fondamentalmente quanta compressione occorre apportare

Sensitivity: E’ sostanzialmente quello che oggi tutti amano chiamare Threshold,  e che in questo contesto è stato definito Sensitivity. Girando a destra si aggiunge compressione. Portato a fondo scala si ottiene un scatola di distorsione il cui suono è poi gestito da Ratio, Attack e Release.

Makeup: 30 dB di guadagno per compensare l’attenuazione procurata dalla compressione

Active: Se utilizzato dal pannello frontale è essenzialmente un interruttore on/off, ma se si utilizza l’automazione, allora accadono cose veramente particolari.

MIDI Learn: Questo plug-in VST, come tutti quelli prodotti dalla Audio Damage ha la funzionalità di apprendimento MIDI

Rough Rider è disponibile come effetto VST su piattaforma Windows, ma anche AU o VST per OSX. La versione OSX è Universal Binary.