Archivi tag: Produttore

[News] Samplr viene aggiornata per gli iPad più recenti e aggiunge compatibilità Ableton Link

Samplr è una delle app musicali per iPad più amate. Carichi un campione e puoi riprodurlo e/o manipolarlo con le dita. È semplice da imparare, ma capace di risultati incredibilmente complessi e belli.

Questa straordinaria app musicale per iPad ha appena ricevuto il suo primo aggiornamento in cinque anni.

L’app musicale Samplr offre otto modalità di riproduzione, tutte molto interessanti.

Samplr non è uno dei tanti campionatori che potete trovare su App Store per il vostro iPad. È un’app immaginata e progettata da zero per il touchscreen dell’iPad. Dopo aver registrato o caricato un suono, puoi riprodurlo con uno dei sei diversi strumenti a disposizione.

Esiste un lettore base di tipo a nastro, in grado di riprodurre parti del campione in avanti e indietro, la cui velocità viene determinata dalle dita. Uno degli obiettivi dell’app, quando è stata concepita, era creare uno strumento live, come chitarra o tastiera, che evitasse al performer di nascondersi dietro lo schermo di un laptop.

E’ possibile tagliare un suono in sezioni (slices) e quindi manipolarlo individualmente, come i tasti di un piano o le corde di una chitarra. Un arco virtuale ti consente di accarezzare i campioni nella vita. Grazie all’ arpeggiatore si possono generare vari schemi, a seconda di quante dita sono posizionate sul campione e di quali parti del suono vengono toccate.

Samplr ha un’interfaccia utente veramente intuitiva e professionale, sin dal primo tocco. Inoltre, si possono impostare effetti per una qualsiasi delle sei tracce, oltre all’effetto master. Una volta appreso cosa fanno i vari controlli dell’interfaccia di Samplr e le differenze tra i sei strumenti di riproduzione, l’app è incredibilmente intuitiva.

Ma cosa offre di nuovo Samplr dopo questi 5 anni?

L’elenco delle nuove funzionalità di Samplr è breve, ma molto interessante.

. Supporto per Ableton Link

. Risolti i problemi di registrazione audio e importazione dei file

. Interfaccia utente migliorata per i nuovi iPad

. Sincronizzazione MIDI migliorata

Ableton Link è sicuramente la novità più significativa, perché consente di suonare in tempo reale, in sync, con altre app e anche con altre persone. Non solo, Samplr permette anche di registrare a tempo con gli altri componenti. La nuova interfaccia utente dell’iPad è un graditissimo update per chi utilizza un iPad di nuova generazione.

Samplr è disponibile su App Store a 32,99 €

[News] SIAE Adotterà la Blockchain su 5G per Tracciare il Copyright

Il progetto si ripromette di realizzare un sistema che sfrutti le nuove tecnologie per rendere più efficiente la gestione del copyright sulle reti di nuova generazione, come il 5G, che sta progressivamente prendendo piede in Italia.

Per prima cosa si costruirà un registro decentralizzato degli aventi diritto basato su tecnologie Blockchain, che consentirà l’identificazione univoca dei titolari dei diritti d’autore. Tale strumento è propedeutico per la futura implementazione di una gestione automatica e diretta dei flussi finanziari tra gli utilizzatori e gli aventi diritto. Il tutto sarà realizzabile grazie all’utilizzo di transazioni regolate da protocolli informatici sviluppati su reti 5G.

L’obiettivo è quello di garantire una migliore monetizzazione dei diritti attraverso una gestione più capillare dei contenuti online, così da valorizzare al meglio i prodotti dell’industria creativa. Il progetto, secondo quanto spiegato nella Scheda Illustrativa, sarebbe inoltre replicabile a livello internazionale e “permetterà lo sviluppo dell’industria creativa (radicata su tutto il territorio nazionale) grazie ad una più efficace monetizzazione della creatività dei piccoli artisti e creatori“.

Ricordiamo che SIAE è reduce da un lungo periodo in cui è stata bersaglio si innumerevoli critiche, accusata da sempre di essere lenta nel percepire i cambiamenti di un mondo sempre più tecnologico.

In tal senso, la concorrente Soundreef ha indubbiamente avuto un ruolo positivo di stimolo e di spinta all’innovazione per l’ex monopolista, un pò come lo è stata ILIAD nel mercato della telefonia mobile. Prendiamo quindi come buon auspicio un percorso di aggiustamento partito con l’introduzione di importanti novità quali il deposito online delle opere, la firma elettronica, il borderò online e via discorrendo.

[Tutorial] Utilizzi gli hashtag giusti per la tua musica sui social media?

Ormai, i social media sono diventati importanti e abbastanza diffusi da far capire a tutti che cosa sono gli hashtag, ma ci sono ancora molte persone che non capiscono cosa dovrebbero o non dovrebbero fare quando si tratta di dare la giusta impostazione nel loro utilizzo su Instagram o Facebook.
Ecco una rapida occhiata a cinque cose che potreste non fare con gli hashtag, come potreste migliorare e perché tutto ciò sia importante.

  1. Seguire strategicamente alcuni hashtag

Anche se non se ne parla abbastanza e molte persone nemmeno ne sono a conoscenza, gli hashtag possono essere seguiti su Instagram più o meno allo stesso modo degli account. Chiunque può scegliere di seguire un hashtag e visualizzare molte delle immagini associate al tag (a volte tutte, a seconda di quante volte viene utilizzato l’hashtag) nel proprio feed, proprio come se un account che seguiamo avesse condiviso una nuovo post.
Seguire un hashtag come #summer o #music probabilmente non vi servirà a nulla, dal momento che sono usati ed abusati, ma ci sono alcuni che potrebbero avvantaggiarvi. Ad esempio, se si segue il nome della tua band o dj preferiti come hashtag (ad esempio #coldplay o #davidguetta), sarà possibile visualizzare alcuni dei post che hanno attinenza con la propria musica ed artisti preferiti. A volte le persone non ci taggano correttamente utilizzando un hashtag anziché il tag al nostro account. In questo modo potremo intercettare le immagini in questione. Si potrebbe ad esempio decidere di seguire i nomi dei propri brani, album e tour sotto forma di hashtag perché, anche vengono usati solo una o due volte, conviene interagire con quelle immagini (e con gli account dietro di loro), dal momento che saranno probabilmente condivise dai chi ci segue con maggiore assiduità e partecipazione.

2. Separare gli hashtag dalla didascalia

Ci sono diverse correnti di pensiero quando si tratta di posizionare gli hashtag da allegare ai propri post e, alla fine, si riduce tutto a ciò che riteniamo migliore e di ciò che funziona per noi.
Suggeriamo di aggiungere i propri hashtag come commento subito dopo aver postato la propria immagine o il proprio video lasciando che la didascalia abbia la propria rilevanza, invece di affollarla con hashtag. Quando vengono inseriti in un commento, funzionano ancora allo stesso modo e tutte le funzionalità dovrebbero essere uguali, ma vengono suddivisi in compartimenti e, in un certo senso, vengono tenuti separati.

In alternativa si può optare per aggiungere almeno 5 punti in successione (o altro simbolo) per distanziare la lista degli hashtag dalla caption, ossia la didascalia descrittiva del post.

3. Non usarne troppi

Le persone aggiungono hashtag ai post su Instagram perché rendono i propri contenuti parte di una conversazione più ampia e consentono loro di intercettare persone nuove che diversamente potrebbero non incappare mai nel loro profilo . Con ogni hashtag aggiunto, c’è l’opportunità di raccogliere nuovi Mi piace, commenti e follower, e mentre ciò può sembrare superficiale, tutta quell’attenzione si aggiunge e può tradursi in nuovi fan e vendite dei propri brani.
Si potrebbe essere tentati a questo punto di massimizzare il numero di hashtag aggiunti a ogni post (Instagram ne consente 30 per ogni articolo), ma in realtà non si tratta di una buona pratica.

Trovare un equilibrio tra l’utilizzo di hashtag appropriati e l’accattonaggio di attenzione e visibilità è difficile. A volte solo cinque hashtag sono la cosa migliore, mentre altre volte, circa 10 potrebbero funzionare meglio. Quando si superano i 10 le cose diventano complicate e Instagram potrebbe anche pensare che stiamo provando a giocare con l’algoritmo e quindi bisogna fare attenzione a non tramutare il nostro post in qualcosa che il social network tratta come vero e proprio Spam.

4. Non utilizzare sempre gli stessi

Via via che aumentiamo le nostre pubblicazioni su Instagram, diventa facile stagnare nell’utilizzo dei soliti hashtag. Probabilmente ci sono molte opzioni che si applicano a tutto ciò che condividiamo, come #music, #concert, #newmusic o il nostro nome . Potrebbe sembrare che abbia senso utilizzarli più e più volte, ma Instagram disapprova anche il copia e incolla degli hashtag nello stesso ordine.

Quando pubblichiamo è bene mescolare gli hashtag ed evitare di utilizzare #music tutte le volte, specialmente se ci sono altri tag più trendy e pertinenti applicabili al nostro post. Anche se ci sono alcuni elementi che vogliamo includere ogni volta che condividiamo (come il proprio nome o il nome che i nostri fan ci hanno attribuito), facciamo del nostro meglio per scriverlo in un ordine differente. Se era il primo hashtag elencato nel nostro ultimo post, assicuriamoci che sia da qualche parte nel mezzo nel post successivo e magari l’ultimo in quello che verrà pubblicato ancora dopo

5. Creare hashtag inediti ed originali

La maggior parte degli hashtag che pubblichiamo sono utilizzati anche da milioni di altre persone, e questo può anche rendere difficile distinguersi. È divertente lanciare il proprio contenuto nella giungla social insieme a tutti gli altri che utilizzano tag come #instamusic o #edm, ma possiamo anche proporne altri che si applicano solo a noi e alla nostra musica.

Includendo gli hashtag chiave per noi nei propri post di Instagram possiamo iniziare a “educare” chi ci segue ad utilizzarli quando postano cose attineneti al nostro universo, alla nostra musica, alle nostre serate etc. Questi hashtag hanno un senso circoscritto a quelli che ci conoscono e vogliono anche pubblicare qualcosa che ci riguarda, e quindi sono forse anche più importanti degli altri hashtag casuali che le masse hanno adottato.

Guardiamo questi hashtag con attenzione e assicuriamoci di seguirli, perché tutto ciò che è condiviso con uno di questi elementi è fondamentale per noi.

Ringraziamo Giona Guidi per averci dato consulenza sull’intricato mondo di Instagram, dei “trucchi” ed errori da evitare, mettendo a disposizione la sua consolidata esperienza di dj, produttore e social media expert.

Native Instruments rilascia Evolve Mutations 2

Native Instruments ha rilasciato EVOLVE MUTATIONS 2, un nuovo plugin software Instrument  per i compositori di musica per il cinema, la TV ed i giochi. EVOLVE MUTATIONS 2 offre un arsenale di strumenti di elevata qualità, ma anche ritmiche e suoni ambient capaci di conferire impatto e profondità a qualsiasi pezzo musicale caratterizzato da atmosfere drammatiche. Contiene oltre 300 nuovi suoni basati su 2 GByte di campioni di elevata qualità. Il materiale è suddiviso in 4 categorie:

  1. Rhythmic Suites che include loops percussivi e musicali con slice individuali e mappatura della tastiera and keymapping
  2. Percussive Kits per la creazione di originali tappeti percussivi
  3. Stings & Transitions per supportare le composizioni con elementi transizionali efficaci e carichi di suspance
  4. Tonality & FX” che include una vasta gamma di strumenti evocativi e pads.

EVOLVE MUTATIONS 2 introduce anche il nuovo “Trigger FX” , una sezione versatile ed intuitiva per il sound processing, grazie alla quale i tasti della tastiera all’interno di una determinata ottava richiamano differenti processi di trattamento del suono inclusi saturazione, panning, delay che possono anche essere combinati.

EVOLVE MUTATIONS 2 è disponibile per il download presso il NI Online Shop al prezzo di $119 / 99 EUR. E’ disponibile anche un bundle DVD che combina entrambi i volumi di  EVOLVE MUTATIONS al prezzo di $169 / 149 EUR.

Tutorial: La Struttura di una Traccia

Questo piccolo tutorial esaminerà la struttura generale di una traccia nella prospettiva del producer che la crea e del dj che la dovrà suonare e mixare.

Struttura della Traccia

Per creare una sessione mixata sarà necessario conoscere qualcosa di più sul modo in cui vengono assemblate le singole tracce. La musica Club, Tecno, Trance o, se volgiamo semplifcare con un unico genere, la House è costituita da battute in 4/4. In altre parole l’elemento basico di questo genere musicale è una “Misura o Battuta” con 4 beats della durata di 1/4. Ricordiamo il famoso clichè del  “a one, a two, a one-two-three-four”.

La struttura di base di una traccia solitamente può essere definita nel modo seguente:

  | Intro | Body | Break : Build up : Climax | Exit |

Questa è la descrizione generale della struttura di una traccia. Noterete che la maggior parte dei dischi segue questa regola, sebbene le eccezioni siamo piuttosto frequenti. Quando mixiamo due dischi dobbiamo essere in grado di distinguere le parti importanti e, più che mai, le transizioni tra queste.

La Intro solitamente è una versione basica del tema centrale del pezzo. La gran parte dei suoni che costiuiscono il corpo principale in questa fase non saranno presenti. Spesso la intro ha inizio con la sola linea di bass drum, ma in altri casi questa non compare fino al secondo stage, ossia il Body (Corpo). Il Corpo rappresenta la parte inclusiva di tutti i suoni del pezzo. All’interno del Body possono essere collocati dei Break che non portano necessariamente all’esplosione, ossia il Climax.

In termini generali, invece, il Break rappresenta la classica “quiete prima della tempesta”, il momento in cui la gran parte delle sonorità del pezzo subiscono uno stop per creare una sorta di suspance e tensione capaci di valorizzare il Climax. Con il Climax ripartono il basso e la cassa ed esplode il tema principale del disco (questo è il momento in cui solitamente la gente in pista fa l’urletto). Alcuni sostengono che la fase di Buld Up che precede l’esplosione del pezzo (Climax) sia sacra ed intoccabile. In altre parole: non toccare mai la fase di Build Up mixandoci sopra un altro disco! In linea di principio ci sentiamo di concordare su questa posizione, dal momento che è molto facile rovinare l’atmosfera di un Build Up inserendo la battuta di un altro disco.

Quattro beats costituiscono una misura, una serie di misure un Loop. Ripetiamo un Loop alcune volte e otterremo il Tema, ossia la melodia carratteristica della traccia. I Loop sono costituiti da 4 o 8 misure, la maggior parte delle volte, i Temi sono variano da 16 a 32 misure (da 2 a 8 Loops).

E’ molto importante rispettare la struttura di una traccia nella fase di creazione del brano. Concepire e adeguarsi alle esigenze di chi la dovrà suonare renderà il pezzo più commerciabile ed esso verrà apprezzato anche da parte del pubblico che, sebbene meno esperto di un dj, a livello inconscio ha ormai acquisito le dinamiche della musica da discoteca e vive la sviluppo del brano attendendo lo svolgimento delle varie parti in vista dell’esplosione del tema principale.