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[News] Beatport lancia lo streaming per dj… e la licenza online SIAE?

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I DJ sono abituati a portare in giro la loro musica su vinile e su dispositivi digitali esterni che magari spaccano un pó meno la schiena , ma presto potrebbero non averne più bisogno. Beatport ha recentemente introdotto il suo servizio Link da $ 15 al mese che trasmette le tracce direttamente all’hardware e al software DJ, inclusa l’app WeDJ entry-level di Pioneer e ora anche i deck Prime Series di Denon. Finché c’è una connessione a Internet,si potranno suonare le ultime uscite di Beatport senza collegare il laptop o un qualche dispositivo di archiviazione. E se non c’è una banda larga affidabile, non si cade nel panico perché é possibile archiviare 50-100 tracce offline (con le versioni Pro e Pro +), anche direttamente sui dispositivi Denon.

Il servizio è attualmente disponibile in versione beta con supporto per WeDJ, anche se l’integrazione con Denon e Rekordbox di Pioneer dovrà attendere fino alla fine del 2019. C’è anche un servizio beta di Beatport Cloud da $ 5 che è una versione meno costosa e non streaming di Link, inclusa la possibilità di riscaricare gli acquisti e ascoltare anteprime di due minuti in qualsiasi punto della forma d’onda. si può avere un’idea di come una melodia si fonderà con il proprio set senza doverla acquistare o semplicemente abbonarsi all’opzione più costosa di Beatport per l’accesso completo.

Questo non sarà una soluzione perfetta se non sei interessato a suonare musica elettronica. Tuttavia. Beatport ha recentemente reintrodotto Beatsource in collaborazione con DJcity come download store “open format” per una più ampia fonte di musica, inclusi hip-hop e mash-up. Quando arriverà l’integrazione con Denon, Beatport rilascerà un abbonamento Beatsource Link.

La domanda nasce spontanea: come la mettiamo in Italia con Licenza DJ Online di SIAE?

Bene facciamo subito chiarezza. Se stavate cercando una soluzione per togliervi di torno questo ridicolo balzello all’italiana allora potrebbe essere la scelta giusta per voi. Ricordiamo infatti che il principio alla base della Licenza é la “copia ad uso lavoro”. In altre parole la licenza entra in gioco solo se una traccia viene riversata, spostata, copiata da un supporto ad un altro. Se si compra da Beatport e si scarica sul disco del pc e poi si esporta su una pen drive usb scatta la licenza. Se invece si riproduce la traccia in pubblico utilizzando lo stesso hard disk su cui é stata originariamente scaricata la licenza non serve. Con lo streaming, di fatto, si accantona completamente la questione perché la riproduzione avviene in streaming o (In futuro) direttamente dal dispositivo Denon (e altre marche) che archivia le tracce offline per ovviare all’assenza di una connessione internet.

Recensione: NI Kontrol X1

Oggi vi proponiamo la recensione del Traktor Kontrol X1, il controller midi di Native Instruments appositamente creato per la gestione di  Traktor. Precisiamo subito, tuttavia, che il Kontrol X1 è rimappabile e compatibile con qualsiasi software e che nella confezione viene fornita di serie una mascherina con i comandi fondamentali di Serato.

Il Kontrol X1 viene presentato in una confezione di notevole impatto, in tipico stile Native Instruments. Il frontale della confezione ha un pieghevole che, una volta aperto, rivela uno schema del controller con la relativa suddivisione in zone.  All’interno possiamo trovare il controller, il cavo usb per il collegamento con computers, il manuale tradotto in varie lingue (manca l’italiano), il Cd contenente i drivers, Traktor LE (ossia la versione dimostrativa di Traktor Pro) Kore Selection e per finire Kore Player.

X1 si dimostra solidissimo con una case  simil-alluminio che offre leggerezza ma al tempo stesso conferisce il giusto bilanciamento. Alla base troviamo  4 piedini in gomma che assicurano il controller al piano di appoggio, anche durante le sessioni più estreme, e scongiurano il rischio cdi vederlo ballare durante una performance. I pulsanti sono di ottima plastica indurita ed hanno un’escursione abbastanza corta. Ogni volta che vengono premuti producono il tipico click che permette di non avere dubbi circa l’effettiva pressione del tasto. Contestualmente ogni singolo pulsante si illumina di un colore blu, rosso o bianco (a seconda della funzione), in modo che l’utente abbia sempre sotto controllo quello che stà succedendo all’interno del software e quali funzioni sono state attivate.  I comandi rotativi ed i potenziometri sono costruiti di una plastica nera dura, piacevolissima al tatto, con un ottimo grip. Ogni comando rotativo presenta un meccanismo di “resistenza” alla rotazione dall’ottimo feedback tattile. Ogni knob ha  una tacca centrale che ci permette sempre di sapere quando abbiamo riportato la rotellina in posizione centrale.

Spesso il punto debole dei  MIDI controllers risiede difficoltà di integrare alla perfezione il dispositivo col software e nella conseguente necessità di creare mappature specifiche che richiedono un minimo di destrezza in ambito di programmazione MIDI. La Native Instruments viene incontro a tutti coloro che vogliono semplicemente essere Dj senza preoccuparsi di mappare il tutto e ha reso il Kontrol X1 hot-pluggable e completamente funzionante e mappato fin dalla prima connessione. Per integrare il Kontrol con qualsiasi versione del proprio Traktor basta infatti collegarlo alla presa usb del vostro Pc o Mac, installare i drivers e far partire il software (Salvo il fatto che le nuove versioni di Traktor Duo/Pro installano direttamente i drivers). Dopodichè Traktor completerà Il Plug & Play automaticamente ed in men che non si dica saremo pronti ad utilizzare il Kontrol X1. Ricordiamo inoltre che il controller è totalmente ri-mappabile per qualsiasi software e viene fornito già pre-mappato anche per Serato Scratch Live 1.9-maggiori dettagli per il controllo di Serato possono essere trovati seguendo questo link: http://www.native-instruments.com/#/en/products/dj/traktor-kontrol-x1/?page=1222– rendendolo un controller universale.

Il controller, se utilizzato con la sua mappatura standard, permette di controllare tutte le funzioni trasporto quali: Play, Pause, Cue, Cup, Load Track, Searching Track, Sync, tutte le funzioni dei loops (durata, inizio e fine), e mette a disposizione un intero banco di 8 hot-cues assegnabili per deck. In più consente di avere controllo totale sulla sezione effetti e su vari altri parametri come il tempo, il pitch bend  e così via. Naturalmente essendo un controller midi totalmente ri-mappabile l’usabilità finale sarà sempre soggettiva. Nel nostro caso, ad esempio, abbiamo trovato lacunoso il fatto di non avere nella mappatura standard il controllo dello navigazione tra le varie playlist, ma solo delle tracce contenute in ciascuna di esse, il che costringe l’utente a selezionare la playlist desiderata attraverso il pad del computer o la relativa tastiera. Il controller viene venduto ad un prezzo di 199 euro. Il prezzo é, a nostro avviso, più che giustificato data l’alta qualità della componentistica, l’immediata integrazione ed un work-flow davvero intuitivo e ben pianificato. Il controller è appunto semplice da usare ed aggiunge quel controllo totale che ogni utente di traktor ha sempre ricercato in qualsiasi controller. E’ una soluzione perfetta per chi utilizza un sistema DVS con time-code dato che permette di attivare tutte quelle funzioni che prima rimanevano prerogativa della tastiera. Ci sentiamo di consigliarlo anche a tutti coloro che operano con mixer esterno, un pò meno a coloro che fanno uso del software con mixer interno.

Vestax TR-1: la recensione

Grazie ai nostri amici di WebDeejay, ringraziamo in particolar modo Electroclash, oggi abbiamo la possibilità di mostrarvi la recensione del Vestax TR-1, controller midi sviluppato da vestax, per lavorare in sinergia perfetta con Traktor…

Prezzo: lo street price oscilla tra i 495 e i 550 Euro. Stiamo parlando di un controller usb privo di interfaccia audio, quindi, a differenza della macchine finora da me recensite, possiamo parlare di rapporto qualità/prezzo e non di prestazioni/prezzo, essendo esso incapace di emettere suoni o applicare effetti propri. In base a quanto esporrò di seguito credo si possa meritare un 8- : perché il meno? leggete la recensione e capirete.. Come mai un controller senza scheda interna in vendita a 500 euro si merita un voto alto? Perché se contiamo i parametri direttamente controllabili, senza l’incrocio di dita tipo “Shanghai”, se immaginiamo i componenti che Vestax ha utilizzato all’interno e valutiamo quelli che vediamo e se, non per ultimo, guardiamo gli altri controller con tali caratteristiche, ci si può facilmente rendere conto che il costo è in linea con la concorrenza.
Vorto 8-

TR-1 Box 2

Confezione e dotazione: sarà la crisi di mercato, sarà che sono abituato a Apple, ma ultimamente mi pare che il packaging nel campo dell’elettronica sia solo un contenitore per l’oggetto e null’altro.. sarò un nostalgico, ma quando apro una scatola mi sento sempre come un bimbo che apre un regalo, e tale scarsità mi lascia un po’ perplesso. All’interno troviamo il controller avvolto in una busta di plastica trasparente, infilato in due sostegni gommati che lo tengono sospeso durante il trasporto. Poi ecco una busta azzurra: cosa conterrà mai? Degli esami clinici? .. ma no, è solamente il contenitore di carta per la dotazione: cavo USB, cd con la versione LE di Traktor, un set di adesivi (sempre molto apprezzato) e il manuale solo in inglese. Nulla di eccezionale insomma, manca l’alimentatore opzionale trattandosi di un’unità bus powered, ma almeno hanno messo il cavo USB
Voto 7

Qualità costruttiva: credo che questo sia il punto più interessante da analizzare. Parliamo di Vestax, sinonimo da anni di elevata qualità costruttiva, durata degli assemblaggi e, nel caso di mixer, elevata resa sonora. Sono consapevole che la casa ha già prodotto altri controller, ma questo è il primo che mi capita di utilizzare e posso solo confrontarlo con altri oggetti simili di altre case (Akai, Novation e Pioneer stessa). Il TR-1 colpisce subito in modo positivo: decisamente pesante e solido nel complesso pesa 2,6 Kg. La larghezza è praticamene quella di un Mac Book Pro Unibody da 15″: largh: 359 x profondità 198 x altezza 35 mm

La superficie superiore è in alluminio con la tipica colorazione light gold di Vestax, la scocca invece credo sia in ferro: non conosco la componentistica interna ma l’assemblaggio è ineccepibile. Nessun scricchiolio, nessun comando poco fissato. I faders e il pitch control sono identici, abbastanza leggeri ma comunque con un leggero attrito: ricordiamo che i faders sono ad alta precisione, ciò è facilmente testabile con la regolazione della curva di taglio modificabile con la rotellina posta sul davanti della scocca insieme al regolatore di intensità di illuminazione. I tasti sono di plastica dura e liscia, apparentemente poco precisi, ma tutto sommato abbastanza reattivi. I rotativi (knob) sono finalmente gli stessi dei mixer Vestax: plastica colorata come il controller e presa con le dita collaudata. Ho avuto però un problema che vi descriverò a fine recensione. Non mi hanno per niente convinto invece i bottoncini piccoli che servono per cambiare il deck del quale controlliamo i loop o gli effetti: non essendo funzioni così “secondarie” non vi è alcun motivo di utilizzare tasti così piccoli e delicati. Nulla da ridire sulle levette per il deck selection, ma per il browser è assolutamente inutilizzabile la funzione di “push”, ovvero il clic sulla stessa che dovrebbe servire per una preview della canzone.

Connettività: il TR-1 è stato studiato per l’utilizzo con Traktor, quindi forse i progettisti hanno dato per scontato che esso debba sempre essere affiancato ad un computer. Forse per questo si spiega l’assenza di connessioni midi standard: tutto passa per la USB. Se da un lato l’USB ci permette un editing avanzato e veloce delle interfacce midi vorrei ricordare ai produttori (in generale) che i notebook, ma anche i computer desktop, non hanno poi così tante USB… e ovviamente capita spesso che le interfacce facciano bizze se connesse via HUB, costrette a convivere con schede audio, altri controller e, venendo al dunque, altre interfacce midi. Vabeh, questo è un oggetto da Dj e non tutti i dj si portano dietro una tastiera o strumenti che necessitano midi, ma basta pensare che la Native Instruments pubblicizza tanto Traktor in accoppiata con Audio 8 e Maschine.. ed ecco che le USB sono già finite.. un Midi In/Out/Th sarebbe stato gradito dal sottoscritto visto il prezzo dell’attrezzo. Cambiando discorso, sul retro troviamo l’interruttore per accendere il TR-1 e scegliere se vogliamo usare un alimentatore opzionale o la corrente che passa per l’USB.
Voto 7

Funzioni e usabilità: parlando di controller midi si pensa sempre a superfici completamente mappabili a nostro piacimento. In questo caso non è del tutto vero, complice l’assenza di un editor che ci permetta di cambiare le informazioni inviate dai bottoni e knobs o semplicemente che ci permetta di cambiare il canale midi. Diciamo che il TR-1 è nato per essere utilizzato con Traktor e solo in tale occasione risulta quasi perfetto, in tutte le altre situazioni potrebbe non reggere il confronto con altri prodotti pur avendo a disposizione una elevata quantità di controlli. Nella versione PRO di Traktor si trova già il file TSI identico a quello scaricabile dal sito Vestax: la mappatura è ben fatta, ma ho sentito l’esigenza di apportarvi qualche modifica. In questo caso il gioco lo farà il software Native Instruments che ci permette di creare in modo semplice la nostra configurazione ideale utilizzando anche la funzione Modifier (in pratica uno shift evoluto). Ho notato infatti l’impossibilità di scegliere gli effetti se siamo in modalità chained, l’impossibilità di muoverci all’interno del browser cambiando cartelle, una funzione cue identica ai cdj e, per essere pignoli, anche la possibilità di spostarsi all’interno del brano per affinare la posizione di lancio della canzone. Reputo inutili invece le funzioni implementate “di serie” del Grid e di Cue Back/Fwd, ma forse è una questione di abitudini di utilizzo. Segnalo che il tasto “shift” non è un modifier e non è mappabile! Se lo spingete insomma Traktor non riceverà niente: si tratta probabilmente di un tasto legato elettronicamente a quelli che vedete “sottolineati” in blu, quindi solo su questi potrete avere doppia funzione. In alternativa dovrete usare un’altro tasto sacrificato per essere mappato come modifier.

Risulta invece completissima e comodissima la sezione di controllo degli effetti e dei loop. Con i due tasti neri “CH” nella sezione “Move Control” possiamo selezionare il canale del quale stiamo modificando il loop, quindi con value andremo a sceglierne la durata, per poi lanciarlo/uscirne con il tasto Loop. Per quanto riguarda gli effetti invece abbiamo sotto le mani ciò che solitamente vediamo sullo schermo di Traktor: il Dry/Wet per ciascun effetto e i 3 parametri che cambiano a seconda che utilizziamo la modalità advanced o chained. Non sto a soffermarmi sulle funzioni basilari e ben eseguite dal controller, come il pitch bend, il pitch control e, perché no, il sync: dopo qualche serata posso solo confermare che è un prodotto rivolto a chi utilizza molto la funzione sync. Come notate manca una jog e le correzioni possono essere fatte solo con i tasti di pitch bend. A causa della difficoltà nel cercare il primo punto di cue qualora quello rilevato in automatico non vi vada a genio vi consiglio vivamente di dare una controllata alla playlist a casa prima di uscire… Nella parte centrale troviamo la sezione mixer: eq., filter e nuovamente tutto ciò che vedete a video. La novità sta nei due selettori per i decks: la Vestax propone il TR-1 come controller adatto per chi utilizza 4 decks. In effetti, pur avendo dimensioni ridotte, basta switchare la levetta posta sull’alto (A/C, B/D) e controlleremo i rispettivi decks. Ovviamente sarebbe bello avere tutto a portata di mano, ma ciò significherebbe duplicare i faders, gli knobs, ecc.. con il risultato di avere un prodotto grande almeno il doppio. Durante l’utilizzo i tasti si illuminano di bianco e blu in alcuni casi, o di rosso in altri e l’aspetto è gradevole e oltre che rendere facile l’utilizzo: qualora l’illuminazione vi risulti troppo intensa essa si può regolare con la rotellina posta sul davanti della macchina: nei tasti con doppia illuminazione ammetto che il risultato non è dei migliori, sempre per essere pignoli il blu è facilmente confondibile con il bianco.

Concludo con un voto molto buono, direi tra il 7 e l’8, per un prodotto che è consigliato a chi deve controllare Traktor, usa molto l’autosync e si prepara i set prima di uscire.

PRO:
– Quantità di controlli
– Mappatura ottima per effetti e loop
– Interfaccia intuitiva e facile da installare

CONTRO
– Assenza di Jog e controller per il Browser
– Mappatura migliorabile per alcune funzioni
– Non così facile da gestire se si utlizzano 4 Decks

Vi ricordiamo inoltre che la recensione è anche leggibile in originale al seguente link

Recensione: AKAI LPD8 e LPK25 MIDI Controllers Portatili

Logo AKAI

Nel panorama sempre più ampio del digital djing l’introduzione del computer nei propri set ha comportato una necessaria evoluzione delle esigenze del professionista. La maggior parte dei softwares richiede la possibilità di accedere ad una miriade di funzioni chiave, difficilmente gestibili attraverso il mouse o la trackpad del portatile. Allo stesso tempo, gli spazi delle consolle e delle nostre borse sono spesso sacrificatissimi e ciò impone la necessità di coniugare praticità ed efficienza. Oggi andiamo ad approfondire due interessanti controllers di casa AKAI che seguono una strada inaugurata da Korg con la nerie Nano, ossia LPD8 e LPK25.

Il primo è un MIDI Pad controller leggero, dal peso di circa 450 grammi e largo poco più di 30 cm facilmente trasportabile nella borsa, insieme a notebook e al resto dell’armamentario. E’ dotato di 8 pad sensibili alla dinamica, con bordatura luminosa che risponde alla pressione, i quali inviano messaggi MIDI utili alla programmazione, registrazione e la riproduzione di parti ritmiche e melodiche di qualsiasi sequencer, ma che possono essere ovviamente mappati per controllare le funzioni di applicativi “dj oriented” come Traktor, Serato etc. I pad possono essere anche configurati per inviare messaggi di MIDI Program-Change. Accanto a questi troviamo 8 potenziometri rotativi per l’invio di messaggi di controllo che sono, a nostro avviso, il vero punto di forza del prodotto rispetto alla concorrenza.

Sulla sinistra troviamo i tasti per accedere  ai 4 banchi di memoria per programmare e richiamare i settaggi appropriati per l’uso con software differenti. Ciò significa che è possibile utilizzare LPD8 come controller per il proprio sequencer MIDI preferito, per controllare i Virtual Instruments o per controllare effetti, campionatori, loops di Traktor, Serato e di tutti gli altri softwares che consentono la gestione MIDI delle loro funzionalità. A tal proposito segnaliamo che AKAI mette a disposizione un editor software gratuito, per una programmazione intuitiva e rapida dei 4 banchi di memoria disponibili.

LPD8 si collega alla porta USB del PC/Mac e non richiede nè driver di configurazione, nè alimentazione esterna.

Passando alla prova pratica riteniamo che LPD8 abbia una solidità del tutto rispettabile, specialmente se confrontato con la concorrenza di Korg. I pad ci sono parsi più robusti e decisamente più suonabili di quelli utilizzati nel NanoPad. Pur essendo entrambi sensibili alla velocity il prodotto di casa AKAI si comporta meglio rispondendo anche sollecitazioni della gamma medio bassa. Lo stesso dicasi per i controlli rotativi che hanno una corsa piuttosto breve, ma danno la sensazione di poter sostenere le ruvide manipolazioni tipiche di un dj. La scelta di una soluzione a 8 pad + 8 potenziometri piuttosto che X/Y pad + 8 pad è estremamente soggettiva e assolutamente correlata all’utilizzo finale e al tipo di software da controllare.

Gli 8 pad si illuminano di arancione quando vengono premuti. Oltre all’aspetto scenografico questa piccola feature risulta piuttosto apprezzabile nell’utilizzo pratico anche perchè il led è programmabile via MIDI per fornire feedback ottico agli effetti, ai loops e ai punti di cue memorizzati. Per quanto riguarda i potenziometri Control Change ribadiamo la buona impressione circa la robustezza, ma sottolineamo anche la loro dimensione ridotta che impone l’utilizzo della sola punta dei polpastrelli, il che ne limita parzialmente la praticità. Richiamiamo infine l’attenzione sulla particolarità della modalità CC presente nella sezione sinistra del controller, grazie alla quale è possibile assegnare ai pad fino a 8 controlli analogici di Control Change.

LPK25 è una mini tastiera MIDI a 2 ottave larga circa 30 centimetri, per un totale di 25 tasti sensibili alla dinamica. Il suo punto di forza è senz’altro l’arpeggiatore integrato, una funzionalità decisamente rara per uno strumento di questa fascia e dimensioni. Troviamo ben 6 differenti template di arpeggio e la possibilità di impostare valori a 1/32, 1/16, 1/8, ¼, ognuno dei quali può essere terzinato. Non mancano funzioni quali sustain, tap tempo e trasposizione delle ottave, ognuna delle quali è accessibile attraverso un tasto specifico. I tasti della LPK25 sono inoltre in grado di inviare messaggi di MIDI Program Change. Come nel caso del LPD8 sono disponibili 4 banchi di memoria per programmare  e richiamare i settaggi predefiniti dall’utente che permettono di controllare software differenti. L’alimentazione è ancora una volta garantita dalla presa USB e non si necessita di drivers per l’utilizzo su piattaforma Mac o PC.

Nell’utilizzo pratico ci si rende ancora una volta conto della maggiore qualità che AKAI ha inteso dare a questi controllers. Il peso dell’apparecchio e l’accuratezza della risposta dei tasti in termini di velocity rende LPK25 una tastiera realmente utilizzabile, pur con i compromessi delle dimensioni e con i limiti impliciti in un mini cotroller. La spaziatura è sufficiente per poter pensare di suonare accordi completi e la presenza di funzioni come il sustain garantisce una maggiore espressione a ciò che viene suonato. Come altri prodotti concorrenti anche LPK25 consente all’utente di spostare in alto e in basso il range delle ottave, ma non offre il pitch bend che invece troviamo nella NanoKey.

Complessivamente non possiamo che promuovere a pieni voti questi due interessantissimi oggetti di casa AKAI, la quale segna un passo avanti rispetto ai precursori della concorrenza, forte anche dell’introduzione sul mercato in tempi successivi. I prezzi sono assolutamente accessibili e il gap economico (minimo) rispetto ad altri prodotti è senz’altro giustificato.

A breve renderemo disponibile per i nostri utenti registrati un file di mappatura per l’utilizzo specifico di LPD8 con Traktor Scratch Pro e Serato Scratch Live.

LPD8 e LPK25 si collocano entrambi sulla fascia di prezzo dei 60 euro e sono distribuiti in Italia da Eko Music Group di Montelupone (Mc). Ricordiamo che i prodotti distribuiti attraverso la rete ufficiale di vendita sono gli unici a godere dell’assistenza garantita.

Native Instruments svela il KONTROL X1

Native Instruments ha finalmente svelato il suo controller MIDI specifico per la famiglia dei software TRAKTOR ma potrà essere utilizzato anche con programmi della concorrenza come Serato con dei file di configurazione già preimpostati e con delle mascherine personalizzate con la mappatura del software alternativo a Traktor. Si tratta del Kontrol X1

TRAKTOR KONTROL X1 offre ai digital dj un controllo intuitivo dei loop, cue, effetti, slezione delle tracce, nonchè delle funzionalità di trasporto del file audio.  L’ unità concilia le due comuni espressioni del digital djing, ossia il setup timecode tipico del Traktor Scratch Pro con quello del digitale puro e quindi attraverso del mixer interno di tipo software.  Due Kontrol X1 possono essere collegate tra loro per gestire un tipico setup a 4 decks che controlla tutti i decks e i relativi effetti oppure due decks + 2 timecode.

TRAKTOR KONTROL X1 è stato concepito per l’utilizzo in condizioni estreme tipiche di un dj set con notevoli carichi di lavoro e condizioni ambientali non sempre eccelse. La custodia opzionale non serve soltanto a proteggere l’unità ma anche a fungere da supporto per il Kontrol X1, in modo che possa raggiungere la medesima alztezza di un tipico mixer professionale con il Pioneer o Allen & Heath.

TRAKTOR KONTROL X1 verrà venduto con TRAKTOR LE incluso nella confezione. TRAKTOR KONTROL X1 sarà commercializzato nel Febbraio 2010 ad un prezzo di $229 / 199 EUR. La custodia opzionale sarà invece venduta a $49 / 39 EUR.