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[Tutorial] Scegliere le cuffie da DJ

Dj Aly Di Nas, Photography by Tolga Cetin

Oggi dj-mag.it, grazie alla collaborazione di WebDeejay e del sempre attivo Bich, vi porta questa utile guida pensata per tutti coloro che hanno bisogno di una mano per scegliere le loro “compagnie di viaggio”…ovvero, le cuffie. Enjoy…Vi ricordiamo che l’articolo puo essere trovato anche sul seguente link: http://www.webdeejay.it/blog/dj-hardware/guida-scegliere-le-cuffie-da-dj.html

Dopo aver scelto il nostro impianto di amplificazione e dopo aver compreso come collegarlo grazie anche ai video-tutorial caricati sul nostro canale di youtube, è arrivato il momento di scegliere il dispositivo che sarà più vicino al nostro impianto uditivo: le cuffie! Avere un ottimo feeling con esse ci permette di avere la sicurezza di un ascolto perfetto in qualsiasi situazione! Essendo la scelta molto soggettiva questa guida non vuole trovare la cuffia perfetta in generale, ma vuole darvi una mano a cercare la vostra migliore amica che vi accompagnerà e che alimenterà i vostri timpani di musica e suoni!

Le cuffie tradizionali si dividono in due tipi: circum-aurali e sovra-aurali. Le prime sono il tipo di cuffia più grande dato che hanno dimensioni sufficienti per avvolgere dall’esterno i padiglioni auricolari offrendo, grazie anche a generose imbottiture, un isolamento acustico molto efficiente. Le seconde invece sono di dimensioni più piccole avendo l’imbottitura che poggia sui padiglioni stessi fornendo però una minor resistenza ai suoni provenienti dall’esterno.L’ isolamento è un fattore importantissimo considerando i volumi generati dagli impianti dei club, ma come già detto è tutto molto soggettivo per cui a volte isolarsi completamente può non essere piacevole per qualcuno! Inoltre cuffie piccole risulteranno più leggere e meno stancanti da usare e manipolare durante ore di set!

Leggere ovviamente non deve voler dire fragili! Le cuffie da Dj vengono stressate meccanicamente in continuazione per ore, per cui devono essere costruite con materiali altamente flessibili ma assemblate con cura maniacale! Per consentire una buona maneggevolezza, la maggior parte di esse ha vari snodi che permettono di posizionarle a nostro piacimento… è risaputo che noi Dj le indossiamo in modi fin troppo stravaganti!

Un altro aspetto che può sembrare minore ma che influisce molto sull’ergonomia è il tipo di cavo collegato alle cuffie! Per avere un ampio raggio di movimento in console è preferibile sempre avere a disposizione almeno un paio di metri di cavo. Per evitare però che questo ci penzoli davanti rischiando di farci inciampare, molti costruttori usano dei cavi a spirale che possono estendersi anche di 4 volte la loro lunghezza senza mai trovarseli davanti. Alcuni modelli hanno anche la possibilità di scollegare il cavo e sostituirlo con uno più adeguato all’uso che se ne fà: magari il cavo a spirale da 4m non è comodo come quello “liscio” da 1,5m per ascoltare musica da un lettore mp3! Per una maggior praticità inoltre la maggior parte delle cuffie da Dj hanno il cavo che termina in un solo padiglione invece che sdoppiarsi ed andare separatamente ad entrambi rendendo più rapido l’indossarle.

Passiamo ora a discorsi più tecnici. Chiaramente avere un ascolto nitido in una discoteca non è cosa semplice e c’è bisogno che le cuffie generino volumi adeguati. Il parametro che si usa per definire la capacità di trasformare tensione elettrica in volume sonoro si chiama sensibilità e si misura in dB/W: più è alto questo valore e più volume riusciremo ad ottenere a parità di potenza erogata dal dispositivo. Questo parametro però da solo non basta, bisogna valutare anche l’impedenza della nostra cuffia che si misura in Ohm (Ω). Questo valore dovrebbe essere quanto più vicino possibile all’impedenza dichiarata dal dispositivo a cui andremo a collegarle. Un mixer da dj o un amplificatore per cuffie riesce a gestire tranquillamente impedenze alte al contrario di un piccolo lettore mp3. Se avete perciò intenzione di usare le vostre cuffie anche per altri scopi più “consumer” allora è consigliabile valutare impedenze relativamente basse; 32 Ω sono un buon compromesso. Un altro iportante parametro di scelta è la risposta in frequenza: più è ampio questo range più la cuffia riesce a riprodurre bassi profondi e alti cristallini. Il range ideale va dai 20 ai 20.000 Hz che corrisponde alle capacità di un oreccio umano in ottime condizioni e alle possibilità delle comuni apparecchiature digitali. Oltre a vedere fin dove riesce a spingere la cuffia e necessario analizzare anche come la cuffia risponde alle varie frequenze.  In questo grafico possiamo vedere la risposta in frequenza di 4 cuffie famose messe a confronto.

Se desiderate bassi molto presenti le Monster Beats (rosso) fanno al caso vostro mentre invece se preferite sonorità più fresche e brillanti allora è meglio optare per una Grado (verde)che ha una notevole enfatizzazione delle alte frequenze. Nel caso vogliate utilizzare le cuffie anche per la produzione e necessitate di una risposta abbastanza lineare, forse è meglio optare per le Akg (blu). Esistono anche modelli con dei filtri all’interno che permettono di modificare con un tasto l’equalizzazione della cuffia offrendo quindi molta più versatilità!

Infine cosa buona è valutare anche cosa c’è in dotazione oltre alle cuffie. Molti produttori forniscono padiglioni di ricambio, custodie, cavi di lunghezza diversa e adattori per i connettori.

Esistono anche modelli meno convenzionali di cuffie. Il più usato in ambito Dj è sicuramente la monocuffia detta “a doccia” per la sua forma che ricorda appunto una doccetta. Di solito vengono ricavate da modelli tradizionali e la loro virtù sta nella maneggevolezza: dato che non vanno indossate risulta molto facile posarle e riprenderle, ma risulteranno scomode per quei dj che si muovono molto dato che non si mantengono da sole ma vanno sostenute con la spalla o direttamente con una mano. Un altro pregio è quello di poter variare senza toccare nessuna manopola il loro volume, basta avvicinarle o allontanarle per avere un ascolto diverso anche mentre si hanno le mani impegnate!

Ultimamente molti Dj stanno scoprendo anche la comodità delle cuffie intra-aurali o più comunemente “in-ear“. Sono degli auricolari di dimensioni molto piccole che vanno inseriti direttamente nel canale uditivo. Questo sistema è capace di un ottimo isolamento dall’esterno facilitando l’ascolto che risulta definito e intellegibile anche a volumi non sostenuti salvaguardando il nostro stressatissimo apparato uditivo. Esse hanno una risposta molto lineare, per cui potremmo essere sicuri di avere un ascolto di qualità in qualsiasi contesto, dal lettore mp3, al club allo studio.

Il consiglio finale è sempre quello di provare l’attrezzatura prima di comprarla, ma prima di salutarci ci preme farvi una raccomandazione: se amate la musica e volete continuare ad ascoltarla come si deve, non esagerate con i volumi! Trattate bene le vostre orecchie!

AUTHOR: BICH

Allen & Heath presenta Xone:PB e XD-40

Allen & Heath lancerà a breve sul mercato due nuovi prodotti della famiglia Xone,  Xone:PB e XD-40. La Xone:PB patchbay é una unità passiva di colegamento nello standard 1U rack, ideata per semplificare le operazioni di collegamento di sistemi timecode come Traktor Scratch o Seratop Scratch nel contesto di installazioni pre esistenti e senza la necessità di scollegare e ricollegare i cavi del mixer.

Le uscite (fino a 4 sorgenti)  e gli ingressi ai canali del mixer sono collegati alle prese RCA nel pannello posteriore dell’unità. Il pannello frontale delle connessioni replica le uscite delle sorgenti audio sul lato sinistro, mentre sul lato destro troviamo gli ingressi destinati alle 4 sorgenti esterne. Gli interruttori collocati sul fronte del Xone:PB consentono di switchare gli ingressi del mixer direttamente alle sorgenti audio, oppure alle sorgenti esterne, consentendo così un semplice e rapido interfacciamento alle schede di Serrato, Traktor o altro sistema timecode. Le connessioni relative alle sorgenti audio presenti sul pannello frontale sono duplicate, il che consente di collegare due sistemi diversi alle medesime sorgenti audio, in modo che ciascun dj possa utilizzare il proprio sistema senza troppe complicazioni e sovrapposizioni. In aggiunta è possibile configurare due filtri RIAA in modo da consentire il collegamento delle sorgenti Line ai canali phono preamplificati del mixer.

Oltre al Xone:PB tra le novità di Francoforte troviamo la compagna della ormai celebre cuffia XD-53, ossia la XD-40. La Xone XD-40 offre una fedeltà audio eccellente in un formato leggero e compatto. E’ dotata di drivers da 40mm al neodimio con una impedenza di 40 ohm, 103dB di sensibilità, una risposta di frequenza compresa tra 15Hz  e 28kHz e la capacità di gestire fino a 1.3W di potenza in soli 220g. Il disegno chiuso dei padiglioni assicura il corretto isolamento acustico dai rumori ambientali e ciascuno di essi può essere orientato con un angolo di 90 gradi per un ascolto facilitato.

Xone:PB sarà disponibile da Maggio 2010 ad un prezzo suggerito di £210 + iva, mentre la Xone XD-40 verrà commercializzata ad Aprile 2010 ad un prezzo suggerito di £66.67 + iva

Recensione: Zomo HD-120 Mono Stick Headphone

Zomo è un brand di proprietà di una nota azienda tedesca che opera da numerosi anni nell’ambito della distribuzione di prodotti per dj e producers, la GSM-Multimedia. Inizialmente concentrata su slipmats, borse e flightcase, oggi Zomo allarga gli orizzonti proponendo articoli che spaziano dalle protezioni antipolvere per le apparecchiature, passando per giradischi e interfacce audio,  sino ad arrivare alle cuffie specifiche per disc jockeys. La gamma di queste headphones prevede sia la configurazione tradizionale, con doppio padiglione auricolare, sia quella più trendy mono auricolare.

Oggi andremo ad esaminare e testare il modello Mono Stick HD-120. Come sappiamo esistono diverse interpretazione del concetto di cuffia mono auricolare. C’è chi predilige il manico extra long e chi, all’opposto, si trova più a proprio agio con i manici corti. Zomo ha sicuramente sposato questa seconda linea, dando alla HD-120 un manico di lunghezza medio-corta pari a 15 cm. La lunghezza complessiva partendo dall’estremità dell’auricolare ed arrivando fino alla base dell’impugnatura si attesta sui 25 cm. Quello che immediatamente sorprende, una volta aperta la confezione, è la cura del packaging. Troviamo, infatti, oltre al cavo a spirale della lunghezza di 3 metri, una piccola scatola bianca contenente un cuscinetto di ricambio per il padiglione e la custodia a sacchetto.

La cuffia è disponibile in diverse colorazioni, strizzando l’occhio a quella esigenza fashion che accompagna ormai la figura del disc jockey. Il modello che ci è stato fornito per il test è arancione/nero, ma la gamma HD-120 prevede anche le alternative oro/nero, argento/nero e bianco/nero. Il colore dominante è presente sia nel rivestimento del cuscinetto, sia nella lunetta posteriore dove è impresso il logo Zomo. Ovviamente il cuscinetto di ricambio è dello stesso colore della cuffia acquistata, così come lo sono i laccetti che permettono la chiusura del sacchetto in finta pelle.

Il Manico della cuffia è rivestito da una spugna sagomata che garantisce un ottimo grip quando la si impugna e contribuisce a contenere l’effetto della sudorazione della mani. L’auricolare è del tipo basculante, ossia non fisso e risulta estremamente confortevole e avvolgente una volta appoggiato all’orecchio. Nell’estremità inferiore del manico trova collocazione l’attacco per il cavo a spirale che è appunto di tipo removibile nel formato XLR. Veramente apprezzabile questa scelta, sia dal punto di vista della praticità che della convenienza. In caso di deterioramento del cavo sarà pertanto possibile acquistare il relativo ricambio e basterà disconnettere il connettore XLR del cavo danneggiato ed inserire quello nuovo. Nessun intervento tecnico, nessuna necessità di spendere cifre spropositate per il ricambio. Il connettore incastonato nell’impugnatura è di tipo XLR maschio, mentre quello del cavo è di tipo XLR femmina. All’estremità opposta della spirale troviamo invece il classico jack mini da 3,5 con adattatore a 6.3

Volendo passare all’aspetto più tecnico della nostra prova, possiamo dire che la filosofia di queste cuffie è stata senza dubbio quella di privilegiare la percezione dei bassi e del beat per un più efficace allineamento del tempo tra la traccia in riproduzione e quella in preascolto. Inizialmente l’impressione non è stata delle migliori perchè il suono risultava piuttosto ovattato, ma dopo qualche minuto ci siamo abituati e siamo riusciti a comprendere l’utilità di questa scelta. La frequenza di risposta si attesta nel range 3-30000 Hz a 114 db garantendo la necessaria pressione sonora anche negli impianti più caotici. Il peso della cuffia è abbastanza contenuto, 253 g. Di fatto non abbiamo rilevato affaticamento durante l’uso, anche grazie alla piacevolissima sensazione di comfort che viene assicurata dal cuscinetto imbottito del padiglione auricolare.

Complessivamente questa HD-120 Mono Stick ci è parso un prodotto solido, pratico e di buona qualità. Se si considera un prezzo al pubblico inferiore ai 60 euro, non c’è dubbio sul fatto che possa rappresentare una valida alternativa nella scelta della nostra fedele compagna di avventure in consolle. A nostro avviso il suo maggiore elemento di forza risiede nella estrema praticità della soluzione con cavo sostituibile e connettore XLR. Auspichiamo di tutto cuore che altri produttori possano seguire la medesima strada.

E’ possibile trovare l’intera gamma Zomo presso Discopiu e presso lo shop online Recordcase