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[Review] pCloud Il servizio Alternativo Conveniente, Sicuro e Performante

Logo pCloud

pCloud è un servizio sicuro e di facile utilizzo che consente di archiviare fino a 10 GB gratuitamente, offre piani con formula “a vita” fino a 2 TB e generalmente consente di archiviare i file più facilmente rispetto alla maggior parte della concorrenza

Questo è in estrema sintesi il parere del nostro amico e collaboratore Giona Guidi, dj e produttore internazionale, al quale abbiamo chiesto di testare e recensire i servizi di cloud computing di questa azienda svizzera, forse meno nota degli ormai onnipresenti Dropbox, iCloud, Google Drive, OneDrive, Box etc., ma che ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per proporsi come validissima alternativa, in molti casi più performante e conveniente. Vi lasciamo alla recensione completa.

Premessa

Premetto che quando mi è stato chiesto di testare e recensire pCloud ho mostrato subito un grande entusiasmo. Essendo un utente Dropbox deluso ero in cerca di qualcosa di alternativo che non mi costringesse a rinunciare ai flussi di lavoro cui mi sono abituato in anni di utilizzo colmando, se possibile, le lacune del blasonato serivizio di cloud. In secondo luogo la proposta è arrivata proprio nel momento in cui Dropbox ha deciso (silenziosamente) di limitare gli account gratuiti, imponendo un massimo di 3 device/pc che possono accedere al proprio spazio sulla nuvola. Va anche precisato che, un pò come tutti credo, dispongo comunque di account anche su altre piattaforme come Google Drive e Box che, pur utilizzando in modo contenuto e sporadico, mi consentono di fare una valutazione più estensiva dei pregi e difetti (perché ci sono anche quelli ovviamente) del servizio oggetto di questa recensione.

Panoramica Generale e Prezzi

L’approccio di pCloud è familiare a chiunque abbia utilizzato una soluzione di archiviazione cloud tra le più comuni.

Iscrizione pCloud
10 Gb Gratis – Iscrizione

Una volta creato un account, si può scaricare un’applicazione dedicata per la piattaforma che preferiamo utilizare, sia essa Mac, Windows, Linux, iOS, Android. Installato il software ed effettuato l’accesso, è possibile definire le cartelle che desideriamo sincronizzare automaticamente con lo spazio pCloud.

Piattaforme Compatibili pCloud
Piattaforme – Sistemi Operativi

Primo punto a favore di pCloud è che non vengono poste restrizioni sulle cartelle che si desidera sincronizzare tramite computer, unità di rete, dispositivi usb esterni, dischi rigidi locali. I file vengono memorizzati nella cache locale sul computer e quindi inviati sulla nuvola. È possibile definire la quantità di spazio della cache utilizzata nel caso in cui la capacità del disco locale fosse insufficiente. A questo punto il sistema crea una unità pCloud in modo che qualsiasi applicazione possa salvare direttamente nello spazio di archiviazione del servizio cloud cui l’unità risulta connessa.

Il piano Gratuito offre 10 Gb di memoria e la possibilità di ottenere 1 Gb aggiuntivo per ogni amico che su nostra segnalazione decide di iscriversi.  Non sono i 15 Gb di Google Drive (peraltro divisi tra email, foto e quant’altro), ma nemmeno i miseri 2 Gb di Dropbox con le restrizioni introdotte a marzo 2019 di cui ho fatto cenno in premessa. Di fatto con i referrals si può potenzialmente arrivare a ben 20 Gb gratuiti. ​

Prezzi Piani Premium
Piani Premium – Prezzi

I piani Premium sono a pagamento e hanno le seguenti caratteristiche:

  • 500 GB di spazio
  • 500 GB link traffico download.
  • Traffico di caricamento remoto illimitato
  • File conservati nel cestino per il recupero per 30 giorni

Prezzi: 3.99€ al mese se si sceglie il pagamento mensile, mentre la cifra da pagare diventa 47,88€ per il piano annuale.

I piani Premium Plus prevedono invece:

  • 2 TB di spazio
  • 2 TB link traffico download
  • Traffico di caricamento remoto illimitato
  • File conservati nel cestino per il recupero per 30 giorni

Prezzi: 7.99€ al mese se si sceglie il pagamento mensile e 95,88€ per il piano annuale.

Già da questi listini ci si può rendere conto della convenienza di pCloud rispetto alla concorrenza. Ma le piacevoli sorprese non finiscono qui. Esiste anche l’opzione “a vita” che permette di usufruire di questi servizi con un pagamento una tantum di 175€ (500 Gb) per Premium e 350€ per Premium Plus (2Tb)

Sicurezza

pCloud ha un elevato livello di sicurezza. Nel momento in cui scrivo non risultano casi di furto di dati o attacchi al server e questo è molto positivo considerato ciò che leggiamo e sentiamo giornalmente. Facendo ancora una volta riferimento a Dropbox, sono personalmente rientrato nel data breach del 2012 e le mie credenziali sono state esposte agli hacker, pertanto considero questo aspetto della sicurezza un fattore importante nella valutazione sui servizi cloud.

Crypto
Crypto – Sicurezza

Se questo non bastasse e le vostre preoccupazioni circa la sicurezza e riservatezza fossero superiori a quelle di un utente medio, pCloud ha introdotto un servizio addizionale denominato Crypto, che permette, in sostanza, di gestire una cartella protetta da algoritmo e chiave di cifratura, alla quale solo voi potrete accedere e nella quale potete inserire tutti i file che necessitano di un livello superiore di protezione.

Il servizio è opzionale e ha un costo di 4.99€ al mese, 47,88€ all’anno e 125€ a vita. L’ azienda è talmente sicura del sistema Crypto che ha lanciato una sfida a chiunque sia in grado di superare questo sistema di crittografia. Il premio è 100.000$ (o l’equivalente in Bitcoin).

Ad oggi nessuno ha ancora vinto la sfida.

Schermata Principale
Schermata Principale – Interfaccia Grafica

Caratteristiche

La caratteristica principale di pCloud è la possibilità di archiviare i file in una posizione remota in modo da evitare di perderli a causa di malfunzionamenti del disco rigido e sincronizzarli e condividerli su più dispositivi.

pCloud Drive consente di accedere e lavorare con i propri file online come se fossero sul computer. Funziona fondamentalmente come un’unità di rete, mostrando i file caricati su pCloud senza occupare spazio sul disco rigido. Lo svantaggio di questo approccio è che bisogna essere online per accedere ai file. Resta comunque salva la possibilità di sincronizzare offline una o tutte le cartelle presenti sulla nuvola occupando spazio sul disco rigido del pc.

Dovendo valutare il servizio prevalentemente dal punto di vista del settore musicale devo subito dire che pCloud è senza dubbio la mia prima scelta. Il suo player audio gestisce i file audio con una facilità incomparabile, almeno allo stato attuale delle cose. Come i più potenti lettori desktop, può caricare una playlist, riprodurre in ordine casuale i brani e ripetere una playlist. Si può anche accedere alla propria playlist in mobilità utilizzando l’app per smartphone pCloud.

Playlist Audio
Playlist – Audio Player

Il Player Audio è semplice e minimale e consente di riprodurre i brani singoli o le playlist sia da web che da app mobile dove Il player resta attivo nella parte inferiore dello schermo anche se ci si sposta in altri menu e schermate.

Player Audio iOS
Interfaccia Mobile – Audio Player

Altro punto messo a segno dalla società svizzera nei confronti di produttori e dj è la possibilità di poter brandizzare le condivisioni a files e cartelle. In Dropbox e altri concorrenti questa opzione viene offerta soltanto nei piani a pagamento di profilo elevato perché nel piano Plus, pur pagando, ce lo possiamo anche scordare. La brandizzazione viene impostata a livello globale per tutto ciò che abbiamo su pCloud e prevede una foto/logo, una copertina più grande (tipo quella di Facebook per capirci) ed un titolo descrittivo.

Brandizzazione Download
Personalizzazione Link – Branding

Non vi basta? Bene allora sappiate che è possibile anche decidere, bypassando la brandizzazione globale, di attribuire un aspetto differente a file e cartelle condivisi che vogliamo personalizzare in modo specifico. In altre parole, possiamo mettere una foto e una copertina per i file/folder da condividere come dj e dare un aspetto differente a quelli che condividiamo con amici e parenti. Volete ancora di più? Potete proteggere i files/folder condivisi con una password da comunicare ai destinatari della condivisione e addirittura impostare una data di scadenza del link condiviso.

La condivisione può essere gestita generando un link di download con permessi di lettura e modifica, oppure di sola lettura. Si può anche decidere di condividere in modo permanente (fino a vostra revoca ovviamente) una cartella con altri utenti, sulla falsa riga di ciò che offre Dropbox.

Setup dei Link Condivisi
Link Condivisi – Impostazioni

E se voleste invece dare ad altri l’opportunità di caricare files sul vostro pCloud (ad esempio farvi mandare delle tracce demo) senza dare accesso ad un intera cartella in modo stabile? Bene, esistono anche i link di upload con i quali un utente potrà eseguire esclusivamente i caricamenti nella cartella pCloud che avrete destinato a tale scopo. Il sistema ci permette anche di definire la dimensione massima dei file che potranno essere caricati attraverso il link condiviso. L’interfaccia consente di condividere direttamente i link su Facebook, Twitter e (anacronistico visto che è definitvamente morto) su Google +

Che si tratti di link di download o di upload, pCloud mette a disposzione dell’utente una sezione dove è possibile consultare dati statistici su scala temporale riguardanti il numero totale dei download/upload ed il traffico globale in bytes generato dai link condivisi.

Statistiche Link Condivisi
Link Ondivisi – Statistiche

Avendo usato Box per un periodo posso dirvi che sono rimasto estremamente contrariato quando ho scoperto che la piattaforma non consente l’accesso diretto a file linkati. Intendo dire che se, come il sottoscritto, avete una firma html per le vostre email e pensate di collocare sul cloud icone, immagini e banners richiamati dal codice html, utilizzando Box non verranno visualizzati. Ho verificato che pCloud non desse questo genere di problema e posso felicemente affermare che basta mettere tutto ciò che serve richiamare attraverso il codice html in una cartella “Pubblica” che è deputata proprio a tale tipo di condivisione.

Passando ai media come foto o video, il servizio consente di visualizzare in anteprima le foto e anche di riprodurre video. Il visualizzatore di immagini può creare una presentazione e consente di eseguire operazioni standard, come eliminare, rinominare e copiare. Le immagini mantengono la loro risoluzione quando vengono caricate, ma è anche possibile scaricare versioni ridimensionate. Si può definire se il formato con cui vengono caricate le immagini debba rimanere inalterato o debba essere convertito in JPG. I file HEIF di Apple vengono convertiti di default in JPG.

Scorciatoie Media Files
Foto Video Documenti – Scoarciatoie

La riproduzione di video richiede che vengano convertiti in un formato web. Successivamente, è possibile utilizzare il lettore video integrato, che riproduce il flusso senza scatti. C’è un’opzione per scegliere la qualità, standard o ad alta definizione, che è un bel tocco in più. Dal momento che non ci sono limiti di dimensioni del file, pCloud funziona bene anche con i filmati HD.

Nell’ app mobile ci sono scorciatoie nella barra laterale per poter filtrare direttamente i files per tipo: documenti, musica, foto/video. Basta cliccare sulla relativa icona per aprire la lista dei file corrispondenti, ovunque siano collocati su pCloud. Nel caso di file musicali e solo attraverso l’interfaccia web, un menu laterale consente di filtrare per nome del brano, artista, albums e playlist. In generale pCloud consente di filtrare il contenuto delle cartelle in ordine alfabetico ascendente/discendente oppure in base ai file più recenti o più vecchi. Manca per contro un filtro che utilizzi come chiave la dimensione di files e cartelle, il che sarebbe utilissimo per individuare al volo quali contenuti occupino maggiore spazio.

Flitri Lista File
Filtri Lista Files – Visualizzazione

Parlando di spazio occupato, una utilissima funzione, che non ho trovato in gran parte della concorrenza, è la possibilità di creare archivi ZIP selezionando i files collocati su pCloud direttamente all’interno dell’interfaccia web. Per il momento non è possibile eseguire questa operazione attraverso l’ app mobile di pCloud.

pCloud è compatibile con WebDAV. Ciò significa che puoi accedere al tuo spazio di archiviazione pCloud con strumenti di terze parti dotati di WebDAV. Questa funzionalità torna particolarmente utile per aggirare uno dei principali limiti (ebbene ci sono anche quelli) della piattaforma, ossia la mancanza di integrazione estesa come siamo abituati ad avere con Dropbox, Google Drive, Box e compagnia bella. D’altra parte il servizio di pCloud è relativamente giovane (2013) e paga lo scotto di essere arrivato dopo gli altri big del settore. Diciamo che gli sviluppatori hanno sicuramente la consapevolezza di dover incrementare l’integrazione di pCloud con altre app (specialmente le app mobili) ma al momento privilegiano l’efficienza, la stabilità e le funzionalità. Inutile far dialogare il servizio con migliaia di partners se poi il servizio in sè è scadente o difetta di funzioni essenziali.

Rewind File History
Rewind – Archvio File Eliminati

Come accennato nella panoramica generale ad inizio recensione anche pCloud offre un cestino dotato di backup di sicurezza. Cosa significa? Se cestinate files o cartelle pCloud conserva questi files/cartelle e, soprattuto, versioni di questi files, per ben 30 giorni. In pratica, non solo potete recuperare ciò che avete eliminato entro un mese, ma se avete modificato un documento (ad esempio una lettera in formato Word) più volte, potete andare indietro sfogliando le varie revisioni un pò come gli utenti Apple sono abituati a fare con Time Machine. Se si decide di ripristinare un file o una cartella il sistema crea una cartella “Rewind” dove vengono collocati i documenti recuperati, lasciando poi all’utente la scelta di spostarli altrove o sostituire il file più recente con quello recuperato. Spendendo 39 € all’anno (10 % di sconto per i piani a pagamento) si può estendere fino a 1 anno il backup di sicurezza dei file cestinati.

Migrazione Dropbox
Dropbox – Importazione/Backup

Siete preoccupati di effetturare la transizione a pCloud dal vostro attuale provider cloud? Nessun problema perchè il sistema può effettuare la migrazione per voi importando tutto il contenuto del vostro Dropbox, Google Drive, OneDrive creando una cartella “Backup” all’interno di pCloud. Nella medesima cartella si può decidere di far confluire il backup del proprio account Facebook (funzione temporaneamente inaccessibile al momento in cui scrivo) oppure di quello Instagram. Inutile precisare che il backup è costante pertanto, se lo si lascia attivo, tutto ciò che in futuro deciderete di collocare su Dropbox, o uno degli altri servizi compatibili, verrà importato ciclicamente su pCloud.

Parlando di sicurezza corre l’obbligo di menzionare il protocollo di autenticazione a 2 fattori che l’utente ha facoltà di attivare sul proprio account pCloud. Purtroppo tale protocollo, allo stato attuale, è incompatibile con il WebDAV e con l’estensione pCloud per il browser che consente di salvare direttamente sul nostro spazio cloud files, immagini e testo durante la navigazione.

Conclusioni

Con tutta onestà la mia esperienza con pCloud è stata ed è veramente soddisfacente. Sarà che la concorrenza sta facendo di tutto per perdere punti, ma pCloud è la dimostrazione di come sia possibile offrire un servizio di qualità a prezzi ragionevoli. Inoltre apprezzo tantissimo la formula del piano “a vita” che va in contro-tendenza al dilagante fenomeno del noleggio di prodotti e servizi. Passi il “rent to own” ma il noleggio puro, a mio modesto parere, sta scappando di mano… 9,90 € al mese qui e 9,90 € al mese là e ti ritrovi a fine mese a spendere centinaia di euro, senza mai possedere nulla.

PRO:

  • Piano gratuito da 10 Gb, con possibilità di estendere fino a 20 Gb attraverso i referrals
  • Versione a pagamento economica che prevede tra le varie soluzioni anche un singolo pagamento a vita
  • Recupero di versioni precedenti dei file fino a 30 giorni
  • Interfaccia grafica intuitiva e minimale
  • Velocità
  • Sicurezza
  • Brandizzazione grafica e personalizzazione dei link condivisi con password e data scadenza link
  • Statistiche download/upload
  • Gestione di musica, foto e video senza paragoni
  • Backup/Migrazione automatica dei files presenti su Dropbox, Google Drive e OneDrive
  • Creazione di archivi Zip all’interno della piattaforma

CONTRO:

  • Servizio Crypto opzionale
  • Integrazione nativa con app di terze parti scarsa (compensata da WebDAV)
  • WebDAV incompatibile con Autenticazione a 2 Fattori
  • Alcune funzioni sono disponibili solo attraverso interfaccia web
  • Le cartelle condivise con altri utenti non sono distinguibili graficamente se visualizzate attraverso app mobile

[Review] Output: Analog Brass & Winds

Come sintetizzatori e librerie di campioni, gli strumenti a fiato  sono considerati generalmente in modo estremamente convenzionale. Output, tuttavia, assume raramente il percorso convenzionale con i suoi strumenti virtuali. Nel caso di Analog Brass and Winds, la software house californiana mescola i suoni campionati con i toni analogici del synth e utilizza l’elaborazione audio digitale per portare i propri “fiati” fuori dai consueti binari e lo fa con con risultati sorprendenti. In altre parole, se state cercando degli strumenti a fiato tradizionali, siano essi trombe, sax, flauti in termini più “orchestrali”,  vi consigliamo di guardare altrove.

Analog Brass & Winds rivoluziona i classici suoni orchestrali  applicando la modulazione consolidata da Output nei precedenti strumenti, come Analogo Strings, coadiuvata da motori ritmici capaci di conferire movimento al suono e distinguerlo inequivocabilmente da qualsiasi altro plugin dello stesso tipo.

Primo Contatto

Una volta attivata la relativa libreria in Kontakt ed avviata l’istanza del plugin l’utente riconosce immediatamente tre aree principali dell’interfaccia grafica su cui poter intervenire per plasmare il suono a proprio piacimento. La prima ovviamente è quella che permette di scegliere il preset di partenza, comune peraltro a qualsiasi strumento Kontakt. L’intera libreria, che comprende più di 15 GB di brass, winds e synth, richiede Kontakt o Free Kontakt player.  L’intera libreria viene caricata contemporaneamente dal browser di Kontakt sul quale si apre un menu preimpostato con la possibilità di applicare filtri di ricerca per parole chiave, in modo da poter selezionare suoni adatti a una particolare funzione o alla propria ispirazione: Orchestral, Ensemble, Synth, Hybrid, Ambient etc.

Subito sotto troviamo cinque sezioni:

  • Main
  • Edit
  • Fx
  • Rhythm
  • Arp

Nella sezione principale Main si evidenziano immediatamente 4 controlli macro facilmente programmabili e che rendono straordinariamente semplice generare variazioni del preset che abbiamo scelto. Si tratta di cursori orizzontali che possono essere trascinati a destra o a sinistra incrementando i valori del parametro su cui agiscono e che cambiano a seconda del preset scelto. A titolo di esempio possiamo trovare Filter, Rhythm, Pulse, Tone, motion, vibrato etc. In questa area dell’interfaccia troviamo anche due finestre con la forma d’onda dei due campioni sorgenti della specifica patch prescelta.

Questa sezione permette di scegliere ulteriormente le sorgenti attraverso un browser che consente di esplorare le forme d’onda sorgenti in macro categorie. Il layer sorgente scelto modifica in modo creativo il suono di partenza e ci consente, volendo approfondire ulteriormente la personalizzazione, di scolpire e plasmare il risultato finale a nostro piacimento, in modo estremamente intuitivo ed agevole.


A seguire troviamo la sezione Edit destinata a coloro che desiderano creare le proprie impostazioni. L’interfaccia utente è ben presentata. con una schermata principale per la regolazione rapida delle sorgenti sonore agendo su parametri come ADSR, sintonizzazione, panoramica, larghezza stereo e flutter. Possiamo impostare l’ampiezza ADSR e gli inviluppi di pitch, con una regolazione della curva per il tempo di attacco dell’amplificatore. Flutter è un LFO addizionale molto interessante che può creare trilli o, usando il parametro fade, emulare il vibrato umano in modo più realistico rispetto agli LFO tradizionali. Facendo clic sulla scheda Avanzate di una fonte si accede alle impostazioni di colore, l’ultima delle quali modifica il timbro regolando l’assegnazione della key-root del campione.

La finestra FX consente di applicare una gamma di 11 tipi di filtri, risonanza incluso un Talk, un filtro formante, che possiamo assegnare a una macro per ottenere effetti anche molto estremi. Gli effetti incorporati possono essere applicati su ciascuno dei livelli sorgente audio (Layer Fx), ma anche a livello  globale sulla patch nel suo complesso (Global Fx).

La tipologia di effetti è la medesima per entrambe le sezioni Layer e Global e consiste in controlli sul Filtro, sulla Equalizzazione, Distorsione, Compressione, Delay e Riverbero.

La finestra del Rhythm consente di personalizzare le impostazioni di modulazione per creare movimento ed offre alcuni ritmi preimpostati che possono essere utilizzati fino a quando non si è raggiunta una certa familiarità con l’interfaccia e si può passare alla creazione del proprio algoritmo ritmico personalizzato. La capacità di modulare il ritmo dello strumento si estendono ben oltre il semplice gating delle note.  Possono essere modulati volume, panning, filtro di risonanza, distorsione e vari parametri di distorsione attraverso una libreria di LFO. In alternativa si può scegliere da un copioso menu di schemi di sequencer applicandoli così come sono, oppure usandoli come modelli per progettarne di propri. La modulazione è bipolare, quindi impostando la modulazione del filtro e della risonanza sui poli opposti, è possibile produrre movimenti ritmici decisamente creativi.

Per ultima abbiamo la sezione Arp la quale ci consente di sperimentare con gli arpeggiatori applicati alla patch prescelta ( o che abbiamo creato personalmente). Insieme ai parametri de ritmo, questo può aiutare a creare movimento nelle patch e può risultare particolarmente utile per modellare le linee melodiche e i synth lead. Abbiamo applicato una serie di regolazioni allo stesso giro melodico partendo dal preset originale per farvi saggiare come si possa intervenire su un suono muovendo semplicemente un cursore destra/sinistra o attivando un arpeggiatore.

In generale Output ha creato uno strumento virtuale ambizioso utilizzando un ibrido di sorgenti sonore orchestrali tradizionali e audio manipolato elettronicamente. Analog Brass & Winds è un plugin che si adatta ad un’ampia gamma di applicazioni, dalle colonne sonore cinematografiche ai generi elettronici. In più si integra facilmente con il software e l’hardware Native Instruments il cui NKS è ormai lo  standard del settore. I numerosi controlli sono disposti in modo logico e se non si è soddisfatti del preset così come viene offerto, la potenzialità e la facilità di approfondire la manipolazione del suono per crearne uno personalizzato è decisamente un pregio di questo Analog Brass & Winds.

 

[Review] MeldaProduction: MTurboReverb


Per quei pochi di noi che non la conoscono MeldaProduction è una società di software musicale con sede in Repubblica Ceca e fondata nel 2009 da Vojtech Meluzin. L’ anima dei prodotti di questa software house  è caratterizzata dalla ricchezza delle più classiche apparecchiature analogiche fusa con le più recenti creazioni digitali. Il know-how tecnico si fonde con la profonda conoscenza di ciò che viene richiesto dai produttori di musica, dando luce a plug-in di indiscutibile qualità e modernità.

Primo contatto

Il software risulta di facile installazione perché, seguendo la tendenza della maggior parte dei produttori, anche  MeldaProduction mette a disposizione dei suoi utenti un programma “installer” dedicato che consente di avere sotto controllo tutti i prodotti acquistati dalla software house di Praga. Il riverbero MTurboReverb richiede una chiave di licenza scaricabile direttamente dal proprio account e, una volta installato, i suoi aggiornamenti saranno gratuiti per sempre.

Cominciamo a entrare nel vivo di questa recensione facendo un importante distinguo nel panorama degli effetti riverbero.  I due tipi di riverbero più popolari, oggi come oggi, sono gli algoritmici e quelli a convoluzione. Gli algoritmici utilizzano un’ equazione e una programmazione per simulare gli echi in uno spazio acustico, mentre quelli a  convoluzione utilizzano una modellazione diretta di uno spazio acustico. In questi ultimi un suono viene riprodotto in uno spazio acustico, registrato e quindi analizzato per rilevare gli echi di riverbero. Il riverbero dello spazio acustico viene quindi ricostruito utilizzando il software. MTurboReverb di MeldaProduction rientra nella prima categoria, ossia quella dei riverberi algoritmici.

L’interfaccia fornisce l’accesso primario alle regolazioni Dry / Wet del mix, coefficiente di miscelazione tra Early e Late Reflections e alla lunghezza del riverbero, consentendo all’utente di agire in dettaglio su tali riflessioni, sulle dinamiche, la larghezza stereo e molte altre caratteristiche, tutto dalla pagina principale. Ogni riflettore ha una sezione dedicata dell’interfaccia grafica, in cui l’utente è in grado di disegnare e persino rendere casuali i singoli modelli di riflessione. Questo è solo l’inizio, visto che quasi tutto sul MTurboReverb è programmabile, fino nel  minimo dettaglio ed è proprio in cui MTurboReverb brilla e si distingue da altri prodotti.

Il manuale è di una consistenza degna di un testo universitario e se da una parte questo garantisce all’utente un valido e serio supporto, inclusi i dettagli del linguaggio di programmazione utilizzato dal produttore, dall’altra richiede tempo ed energie da dedicare a questo aspetto piuttosto specifico della produzione musicale. La quantità e la qualità incredibile di possibilità offerte da questo plug-in lo rendono probabilmente l’unico plug-in di riverbero di cui si potrebbe aver bisogno. MeldaProduction ha addirittura fornito un linguaggio di programmazione per progettare una versione personalizzata degli algoritmi. Tuttavia, se il nostro scopo è quello di ottenere il risultato attraverso presets standard per dedicarci con maggiore rapidità ad altri aspetti della nostra produzione, potrebbe non essere la scelta ideale. Vale la pena ricordare però che esiste anche la versione MTurboReverbLE che include i preset, ma non le capacità di modifica dettagliata del fratello maggiore che viene oltretutto fornito in bundle con la versione multi-banda arricchendo ulteriormente le possibilità di intervenire sulle dinamiche dell’effetto. La maggior parte degli utenti potrebbe ottenere un controllo più che sufficiente con la versione LE del software.

MTurboReverb ha un motore programmabile, in cui puoi progettare i propri algoritmi. Fortunatamente per coloro che richiedono un risultato immediato, sono stati preparati circa 100 preset con un’interfaccia intuitiva, per un flusso di lavoro rapido e un apprendimento altrettanto rapido. I preset, organizzati in gruppi , sono ben nominati, il che fornisce un’idea intuitiva di come suoneranno quando saranno in azione:

  • Small
  • Large
  • Huge
  • Plates & Springs
  • Creative
  • Special
  • 2D

È interessante notare che tutti i preset sono stati impostati con un bilanciamento misto di wet / dry, programmato per essere utilizzato come insert di singoli canali. Spostando il fader verso Wet può essere usato come Send FX.

Come suona

Un effetto di riverbero viene giudicato essenzialmente dalla qualità del suono  e il riverbero di MeldaProduction non presta fianco ad alcuna critica da questo punto di vista.

I piccoli riverberi (Small) hanno un carattere sonoro morbido che colloca il suono in uno spazio acustico piuttosto interessante. I preset si comportano come ci si aspetta: Small Room posiziona l’ascoltatore in un piccolo spazio acustico piuttosto brillante. Bedroom sembra una camera da letto non ammobiliata mentre Mojo aggiunge un breve riverbero stereo che allarga l’immagine, ottimo sulle chitarre. Wine Cellar simula l’acustica di una cantina dei vini e Rice Beads conferisce brillantezza ed una leggera sbavatura con particolare efficacia nel trattamento delle tracce vocali

I grandi riverberi (Big) suonano rigogliosi e spaziosi con un eccellente campo stereo: Gravity Well ha un timbro setoso che si comporta particolarmente bene nel trattamento dei suoni elettronici, mentre Dirty Hall ha un tono ricco e chiaro e il decadimento morbido

I riverberi enormi (Huge) sono davvero sconfinati. In questa sezione è possibile sentire gli eccellenti decadimenti che questo MTurboReverb è in grado di offrire. Alcune delle patch hanno un interessantissimo movimento stereo, come nel caso del preset Planets che brilla per lo spazio che è in grado di creare nel mixaggio. Anche se lo si utilizza come effetto “cotto e mangiato”, è possibile notare la qualità e la profondità del suono che risulta rigoglioso, ampio e brillante. Le code di questi reverberi Huge decadono in modo talmente lento che possono rimanere sospesi per minuti (avete letto bene).

La categoria dei Plates & Springs contiene riverberi più acustici che hanno eco brillanti, che risultano molto interessanti per gli strumenti a corda come le chitarre acustiche, specie se si incrementa il parametro del pre-delay.

I riverberi creativi (Creative) sono piuttosto eclettici. Infinite Cavity dura davvero per un tempo molto lungo prima di decadere mentre Rattlesnake ha un interessante effetto di fase sulla coda.

Nella categoria di riverbero Special abbiamo trovato degno di nota  Non Lin specie per suoni di batteria in stile Phil Collins.

Le impostazioni dei riverberi presenti nella categoria 2D sono ideali per posizionare la sorgente sonora in uno spazio fisico. Alcuni dei preset possono essere automatizzati per creare suoni di grande effetto, ma in taluni casi ci è parso di scorgere nel movimento la coda fastidiosa di alcune strane frequenze.

Veniamo ad alcuni parametri su cui è possibile agire per influenzare le proprietà di riverbero.

Pre-delay è il ritardo iniziale prima che il riverbero entri, incrementando l’effetto si mette in evidenza la fonte. Con valori più alti il suono del riverbero (wet) risulta separato dal segnale dry e i transienti risultano decisamente meno ravvicinati.

Type simula diversi spazi predefiniti: tile, dark, narrow o bright capaci di aggiungere caratteri piuttosto differenti ai riverberi. Utilizzando brevi ritardi e modificando il pre-delay si possono  creare ritardi di riverbero molto interessanti, specie per le parti ritmiche.

Widening controlla la larghezza stereo del riverbero, con una escursione che parte dal mono ed incrementa progressivamente allargando l’immagine. Grazie alla funzionalità di comparazione  nativa del plug-in il controllo della compatibilità di fase non rappresenta un problema.

I parametri di Early Reflection possono contare su quattro unità identiche, ognuna delle quali può essere abilitata / disabilitata individualmente. Questi corrono in parallelo e le uscite sono mescolate e vanno direttamente al mixer finale.

Ci sono poi sei motori a riflessione tardiva cioè Late Reflections che  possono essere abilitati o disabilitati individualmente. La loro configurazione può avvenire in parallelo tra loro o in serie. Possono anche, in alcuni casi, essere configurati in modo ibrido che consente loro di elaborare un mix di input e output dry da un altro motore di riflessione tardiva.

Esiste una sezione del processore di dinamiche costituita da un gate e un compressore. Questo può essere inserito nella catena del segnale all’inizio operando sull’ingresso dry del riverbero o sull’uscita mista dei motori di Early Refections e del complesso motore di riflessione tardiva. Il segnale attivatore della dinamica del side-chain può provenire anche da una fonte esterna.

Infine ci sono due EQ, uno di questi funziona in modalità mid / side l’altro in modo convenzionale. Come le dinamiche, queste hanno una posizione configurabile con scelte che includono diversi punti nella catena del segnale di riverbero o che influiscono sull’output misto dry / wet.

Forse l’approfondimento delle pagine di controllo dell’interfaccia utente dei preset potrebbe risultare più che sufficiente per il controllo del riverbero e tutte queste sfumature risultare prolisse e manicali (non se ne abbiano a male i sound designers più esperti) ma tutto si riduce al gusto del singolo utente. Abbiamo applicato una serie di presets per ciascun “spazio” allo stesso giro melodico e potrete rendervi conto di come, già con i parametri pre-impostati, si possano ottenere risultati egregi e soddisfacenti per la maggior parte degli utenti. Ovviamente il primo giro è completamente dry e a seguire si succedono i vari “spaces”.

MTurboReverb non è particolarmente economico, specie se comparato con altre soluzioni piuttosto popolari presenti sul mercato ma pochi di essi sono capaci di restituire l’ampiezza e la profondità di MTurboReverb di MeldaProduction. Se siete produttori che esigono pieno e totale controllo di ogni aspetto dei riverberi, ma non intendete programmarli da zero, sarà difficile trovare una soluzione migliore di questa.

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[Review] Rob Papen EXPLORER 4

 

Explorer 4 di Rob Papen è un pacchetto completo di strumenti di sintesi all’avanguardia. Questo pacchetto è caratterizzato da una grande selezione di presets che consentono di trovare rapidamente patch di suoni entusiasmanti.

Rob Papen è maestro della sintesi e negli anni ha lanciato grandi strumenti. Ora i synth e gli effetti più popolari sono stati raccolti nel pacchetto Explorer 4. I synth coprono tutti i tipi di sintesi e stili. Che si tratti di pad ambient o droni, fino a parti di synth lead in sequenza per il genere EDM e suoni percussivi sintetizzati.

Non faremo una recensione approfondita di ogni strumento, in quanto c’è veramente troppo da dire per poter essere raccolto in un articolo. Ci piacerebbe dare una rapida occhiata alla selezione degli strumenti e sottolineare alcuni dei punti più interessanti e forti del pacchetto.

Abbiamo conosciuto i prodotti Rob Papen con SubBoomBass e Predator. Questi erano fantastici synth con suoni super dettagliati e complessi e tonnellate di preset utilizzabili. Con gli strumenti più recenti viene mantenuto il carattere e l’etica dei prodotti dell’azienda, ossia produrre un ottimo sintetizzatore con una grande selezione di preset. Ciò che ci è piaciuto è che nel package siano state incluse, insieme alle versioni più recenti, anche le più vecchie dei synth di Rob Papen. Per capirci, oltre a Blue 2,  si ottiene anche la versione originale di Blue. Oltre a Predator originale che è il successore di Albino, troviamo anche Predator 2. In altre parole tantissime opzioni extra di synth tra cui scegliere.

Diamo un’occhiata ad alcuni dei synth.

SubBoomBass

SubBoomBass  è stato il nostro ingresso nel mondo dei  synth di Rob Papen. iniziamo da qui. Questo strumento ha una selezione di suoni di batteria sintetizzati e suoni di basso e di lead che funzionano alla grande nelle produzioni EDM, tanto quanto in quelle  HipHop, Trap e Dubstep. Come dice il nome stesso del plugin si focalizza sugli strumenti del registro di fascia bassa. Come gli altri synth nel bundle, c’è una vasta selezione di preset che è possibile esplorare. Abbiamo trovato il testo dell’interfaccia grafica  un po ‘piccolo e difficile da leggere ma, a parte questo, lo strumento è molto semplice da navigare e piuttosto intuitivo nella modifica dei parametri. Passando in rassegna i preset abbiamo modo di apprezzare maggiormente i suoni più percussivi. Questi potrebbero essere inseriti facilmente  nelle produzioni per migliorarne il ritmo, ma abbiamo trovato dei suoni bassi migliori in Predator e Blue.

Predator 2

Con Predator disponiamo di  uno strumento abbastanza complesso e il suo punto forte, in particolare Predator 2, è che ha una vasta gamma di forme d’onda che è possibile selezionare tra gli oscillatori. Predator 2 ha 128 forme d’onda tra cui scegliere, quindi si può immaginare che questo strumento a 4 oscillatori passi ad un livello completamente nuovo. Inoltre, ogni oscillatore può ospitare 2 forme d’onda che possono trasformarsi tra di loro, quindi le possibilità sono praticamente  infinite per la gioia dei fan della sintesi.

Ci sono alcuni elementi unici come il controllo della variazione che permette di generare la randomizzazione dei parametri. È possibile ruotare questo comando per modificare le impostazioni nella patch, offrendo alcune alternative rapide e facili al preset selezionato.

C’è una matrice per envelopes e filtri che è possibile utilizzare, quindi se si desidera creare suoni personalizzati basta operare con la  modalità wavetable ed i filtri. Inoltre, nel pad XP, è possibile eseguire la registrazione del movimento, dopo di che questo viene riprodotto passando attraverso lo stesso percorso XP ciclicamente.

Blu II

Sia Blue che Blue II sono synth davvero fantastici e profondi. Quello che abbiamo trovato è che ci è davvero piaciuto, è stato usare questi sintetizzatori per creare suoni sequenced e raffinati suoni di pad, Questa ci è parsa la vera forza dello strumento, si tratta di un synth a 6 oscillatori, con una grande quantità di forme d’onda che è possibile aggiungere a ciascun oscillatore. Inoltre, incorpora un metodo chiamato “crossintesi” in cui si possono combinare forme d’onda vintage con forme d’onda di sintesi moderne offrendo una gamma sonora davvero unica e, grazie a questo, produrre suoni davvero complessi, ma anche suoni ritmici.

Blue II dispone di routing avanzato dove sono collocati gli oscillatori e i modificatori che possono essere instradati alla matrice di modulazione del synth. La quantità di filtri di questo synth è veramente stupefacente. Abbiamo contato 28 filtri. Se siete sound designer  questo synth non può mancare nel vostro arsenale.

 

Blade

Questo è uno strumento di sintesi additiva, quindi ha ache fare con sinusoidi e armoniche sinusoidali per creare timbriche interessanti e complesse. I controlli sull’interfaccia grafica sono un pò piccoli, ma una volta acquisita familiarità con questi elementi, ci si concentra principalmente sul pad XP di grandi dimensioni, che è la caratteristica più rilevante di questo strumento. In quest’area.  quando si suona una nota, un nodo simile ad un atomo appare nel pad seguendo movimento ciclico.  Con alcune patch, quando suonate numerose note, appaiono molti molti nodi simili ad atomi. C’è molta flessibilità e personalizzazione in questo strumento e nel modo in cui il suono si evolve. Questo può anche essere collegato al tempo del proprio DAW, cosa piuttosto interessante, perchè sarà sempre in sync con i nostri progetti.

Raw

Raw è un synth saturato e distorto, perfetto per i bassi sporchi e le linee lead per le produzioni moderne di EDM. È un semplice sintetizzatore a 2 oscillatori, ma con una vasta selezione di effetti, principalmente effetti di distorsione. Le forme d’onda sull’oscillatore non sono così abbondanti come Blue e Predator, ma gli effetti sono  lì per dare una spinta ai nostri suoni. Se siete fan dei filtri e li utilizzate per modellare ulteriormente il suono, questo plugin vi farà impazzire. Aggiungete il comando di diffusione (spread) che per diffondere il suono attraverso il campo stereo.

RG (Rhythm Guitar)

Questo strumento ha lo scopo di simulare lo stile strimpellato di una chitarra. Porta questi suoni che generano ritmo anche ad altri tipi di strumenti, quindi non si tratta soltanto di suoni di chitarra. Lo strumento è valido, ma onestamente siamo rimasti maggiormente impressionati dagli altri synth del pacchetto. Non è un puntodi forza nel bundle, ma è un tool utile da avere, specialmente se non siamo dei chitarristi e abbiamo bisogno di quell’elemento strimpellato nelle nostre produzioni.

Punch

Punch è una drum machine elettronica con un sequencer incorporato per generare pattern. I suoni di batteria sono principalmente generati in sintesi, ma è possibile utilizzare anche la riproduzione di campioni.

Abbiamo trovato l’impostazione dei pattern del sequencer un poco macchinosa, quindi è necessario un pò di lavoro extra per costruire le proprie sequenze, ma è comunque possibile eseguire la  programmazione dei pattern nella nostra DAW, cosa che peraltro risulta la modalità a noi più congeniale. I suoni di batteria sono belli, nitidi e puliti. E’ possibile costruire i suoni a livelli (layers) sovrapponendo i suoni elettronici a quelli di un kit acustico. Se stai cercando una traccia dal suono retrò le patch di questo strumento si adatteranno perfettamente.

Effetti

Nel pacchetto sono inclusi anche alcuni effetti: Audio Modulator, Delay, Distort, EQ e Verb. Questi effetti sono versioni più complete ed articolate  degli effetti inclusi in alcuni degli strumenti del package. Alcuni di essi ci sono parsi  abbastanza standard, come l’EQ e il Reverb, ma i punti forti sono i plugin Audio Modulator e Distort.

Con l’Audio Modulator è possibile ottenere un’elaborazione audio unica applicata attraverso gli effetti. Alcune delle preimpostazioni fanno rimbalzare l’audio attraverso il campo stereo con risultati imprevedibili e stravaganti. Sono fantastici da usare in alcune elaborazioni estreme.

Nel plugin Distort  ciò che abbiamo davvero apprezzato è il modo in cui l’utente può selezionare alcune modalità di distorsione e aggiungere successivamente la modulazione LFO all’effetto creando effetti distorti pazzeschi.

 

Questi due sono davvero due effetti fuori dagli schemi, ma non si sa mai quando si potrebbe aver bisogno di alcuni di questi effetti folli nelle proprie produzioni. L’EQ offre alcuni IR favolosi se si devono modellare i suoni e inoltre, l’EQ ha una visualizzazione molto bella dello spettro di frequenza durante la riproduzione dell’audio.

Questo è un bundle di synth super esteso, in più include alcuni effetti extra che possono sicuramente tornare molto utili. Rob Papen è da sempre ben conosciuto per synth super-dettagliati e la qualità del loro suono e non questo pacchetto non delude sicuramente le aspettative. Predator, Blue, Blade sono straordinari e all’avanguardia nella sintesi e la loro straordinaria selezione di preset.

Conclusioni

Explorer 4 è un pacchetto di sintetizzatori, oltre ad alcuni processori di effetti. Il bundle richiede 6 GB per l’installazione ed è compatibile con Windows Vista / 7/8/10 (32 e 64 bit) con formati plug-in VST e AAX e Mac 10.6 (32 e 64 bit) per AU, VST e AAX. Contiene 9 strumenti e 6 processori di effetti.

Prezzo: € 499
Esistono alcune interessanti opzioni di aggiornamento (verificare eventuali offerte aggiornate sul sito di Rob Papen )

Proprietari di EDM o Urban bundle (o più prodotti) € 149
Proprietari di 3 (o più) prodotti Rob Papen. € 149
Proprietari di un prodotto Rob Papen. € 299

OFFERTA  Febbraio 2018 con un virtual instrument €249

Aggiornamento da eXplorer-III a  eXplorer4  € 79
Aggiornamento da eXplorer-II € 99

Nota: i prodotti deal (prodotti gratuiti) non contano.

[Recensione e Tutorial]: Creare Progressioni Armoniche con CAPTAIN CHORDS di Mixed in Key

Ti piacerebbe essere in grado di scrivere progressioni di accordi per le tue canzoni velocemente e facilmente? I nuovi Captain Plugins di Mixed in Key ti consentono di comporre progressioni di accordi e melodie per qualsiasi stile di musica con risultati entusiasmanti. Questi plugin includono una vasta libreria di preset per gli accordi, oppure possono essere utilizzati in combinazione con il tuo software o sintetizzatore hardware preferito.

Ecco un breve tutorial su come iniziare a utilizzare questi nuovi eccitanti plug-in.

Apri il tuo sequencer preferito, crea una traccia  strumento software / MIDI. Inserisci Captain Chords sulla traccia.

Scegli la tua tonalità

Quando viene lanciato Captain Chords, scegli la tonalità della canzone che stai per scrivere. Molti brani dance e urbani sono scritti in tonalità minore, ma se desideri dare alla tua canzone un’atmosfera allegra e felice, scrivi in ​​una tonalità maggiore.

Usa clip jam

Un modo rapido per comporre gli accordi è utilizzare la funzione Captain Play che consente di utilizzare la tastiera del computer per suonare gli accordi. Per fare ciò, clicca su Captain Play nel menu in alto. Gli accordi più comuni possono essere trovati sulla riga A-J della tastiera. Per suonare accordi più esotici, premere i pulsanti QWERTY. Prova tutta la tastiera, ci sono un sacco di accordi interessanti che si adattano alla chiave e alla scala che hai scelto di scrivere. La particolarità di Captain Chords è che ti aiuta a sentire gli accordi differenti in tempo reale, quindi puoi suonarli ritmicamente e creare l’atmosfera perfetta da te. Puoi rendere il brano più felice o triste perché hai accesso a un numero enorme di accordi a portata di mano e puoi ascoltarli premendo semplicemente un tasto del computer. Per suonare una progressione a quattro accordi, puoi premere tasti come “A, H, F, G” sulla tastiera del tuo computer e ascoltare i 4 diversi accordi che ti aiuteranno a stabilire le basi della tua canzone.

Nella visualizzazione di Verse, puoi ascoltare molte famose progressioni di accordi che hanno caratterizzato molte delle hit per degli ultimi 40 anni di storia della musica. Fai clic sul menu a discesa Chords per visualizzare l’elenco delle progressioni di accordi offerte da Captain Chords. Puoi ascoltare le progressioni di accordi semplicemente facendo clic su di esse. Tutte le selezioni degli accordi si adatteranno alla chiave e alla scala del progetto. Una volta trovata una progressione di accordi che ti piace, fai clic su OK. Questo è solo un modo veloce per iniziare. ma non è in alcun modo un sostituto per il tuo lavoro. La migliore musica viene dall’anima e devi creare qualcosa per sentirti veramente come se l’avessi creato. L’elenco delle famose progressioni di accordi è lì solo per una rapida ispirazione.

Andando avanti

Se desideri modificare uno degli accordi, fai clic sul quadrato grande con il nome dell’accordo, quindi scegliendo uno degli accordi aggiuntivi elencati sotto l’accordo principale. Di default, Captain Chords riduce automaticamente i salti tra le note. Puoi vedere alcuni possibili modi in cui un compositore potrebbe minimizzare il movimento delle mani su un pianoforte durante la riproduzione di musica; rende più semplice eseguire il tuo brano e rende la composizione più fluida scegliendo sempre la giusta inversione di accordi.

Un altro modo per attivare manualmente la progressione è di modificare l’inversione dell’accordo. È possibile selezionare la prima inversione, la seconda inversione o la triade predefinita dell’accordo. Questo può essere più interessante rispetto all’utilizzo di “Minimize Leap”. Se usi una Seconda Inversione, puoi avere una progressione davvero interessante che è più sconvolgente e inaspettata rispetto alla modalità standard

È possibile modificare l’ottava di ciascun accordo e aggiungere  Seste, Settime, None, Undicesime e Tredicesime. La complessità di ogni accordo può anche essere cambiata. Ciò significa che puoi aggiungere una nota di basso sotto l’accordo dandogli un suono più ricco aggiungendo note extra nell’ottava dei bassi che segue. Un consiglio per professionisti: se le tue melodie e i bassi hanno molte note complesse, puoi rendere i tuoi accordi più sottili, utilizzando meno complessità. Aprirà più gamme di frequenza per altri strumenti per suonare forte e chiaro.

Accordi di Passaggio

Rendi la tua progressione di accordi più complessa aggiungendo gli accordi di passaggio tra le modifiche degli accordi. Così facendo creerai l’attesa per l’accordo successivo. Per aggiungere un accordo di passaggio, fai clic sull’opzione “Split in Captain Chords” e modifica la lunghezza della corda trascinando le frecce su entrambi i lati dell’accordo. Cambia il tipo di accordo per completare i cambiamenti di accordo che precedono e seguono. In genere, gli “accordi di passaggio” sono brevi, di solito solo una battuta o anche meno.

Ritmi e lunghezze delle note

Questa è una delle caratteristiche più forti dei plugin Captain: puoi applicare ritmi diversi a ciascun elemento che crei. Captain Chords ha a disposizione  ritmi semplici o base. I ritmi di base includono l’esecuzione degli accordi su Every Offbeat, On Chord Change, On Every Beat e On Every Measure. C’è un numero di ritmi “semplici” che rendono le progressioni di accordi più interessanti. Clicca sui nomi finché non trovi quello che ti piace. La lunghezza di ogni nota può essere modificata e le opzioni vanno dalle note di Long Legato alle note brevi di 1/8 .  La musica è piena di ritmi e Captain Plugins offre quanto basta per ispirarti e iniziare, così puoi iniziare a pensare ritmicamente a come la Melodia dovrebbe suonare con la la Linea di Basso e gli Accordi. Provando diversi ritmi, puoi scoprire cosa ti ispira maggiormente e personalizzarlo. Puoi sempre modificare il ritmo nel tuo sequencer (DAW) dopo aver abbozzato l’idea originale.

Presets

C’è una vasta gamma di preset disponibili in Captain Chords. Fare clic nell’area Sound Preset per accedere ai preset; c’è una grande quantità di fantastici preset disponibili che vanno da pluck, keys, lead, pad, a stringhe e voci. Ogni suono può essere ulteriormente ottimizzato aggiungendo le impostazioni del riverbero, i ritardi, il filtro e altro ancora incorporati in Captain Chord.

Concludendo

Una volta che sei soddisfatto della progressione di accordi, trascina la clip nell’angolo in basso a destra del tuo sequencer (DAW). Se lo trascini sullo stesso canale su cui è installato Captain Chords, il plug-in riprodurrà la tua progressione. Continua a scrivere la canzone navigando nuovamente in Captain Chords e facendo clic sulle sezioni Chorus, Pre-Chorus o Drop. Puoi creare diverse progressioni per ogni parte del brano e trascinarle singolarmente nella tua DAW.

Routing MIDI

Per ulteriore flessibilità, l’uscita MIDI di Captain Chords può essere indirizzata a uno strumento VST come Nexus, Sylenth, Serum o Kontakt. Le note stesse suoneranno all’interno di Captain Chords, ma il suono verrà generato dal VST. L’output di Captain Chords può anche essere indirizzato ad una fonte analogica. Entrambe queste funzionalità sono sorprendenti, in quanto consentono ai produttori di concentrarsi sulla progettazione del suono nel loro software o strumento hardware preferito pur mantenendo la flessibilità e facilità d’uso offerte da Captain Chords.

Se disponi di un sintetizzatore hardware, puoi fare in modo che i plug-in Captain riproducano le tue note MIDI più e più volte, mentre lavori sul tuo sound design su hardware analogico. Ti consente di concentrarti sul suono invece di preoccuparti di suonare un ritmo complesso mentre modifichi il tuo synth. È una funzionalità incredibile per i sound designer.

Da questi link è possibile prendere visione dei video ufficiali della software house che spiegano (in inglese) il funzionamento del plugin e, nello specifico, il suo utilizzo in Ableton Live

Captain Plugins

Captain Plugins in Ableton Live

 

Cosa è incluso e disponibilità 

Attualmente i plugin Captain sono disponibili per MacOS; una versione per Windows sarà rilasciata nel prossimo futuro. Captain Chords può essere usato in combinazione con uno qualsiasi dei nuovi plugin Captain, incluso Captain Melody e Captain Deep. Quando apporti modifiche all’interno di Captain Chords, invia automaticamente la progressione di accordi a Captain Deep, Captain Melody e altri plugin in modo che
la composizione rimane al 100% in tonalità. I Captain Plugin richiedono che tu sia connesso a Internet quando li stai usando, tuttavia puoi usare i plugin di Captain offline per suonare le note MIDI che hai già scritto.

Disponibile presso il sito ufficiale di Mixed in key:

Prezzo: $ 79. Include Capitan Chord, Capitan Melody e Capitan Deep. Requisiti: macOS 10.10 o più recente. Una versione per la piattaforma Windows è in arrivo, ed è già inclusa nel prezzo. Chiunque attualmente abbia una licenza Mac otterrà la licenza di Windows gratuitamente.