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[News] Ableton rilascia CREATIVE EXTENSIONS per Live 10 Suite

Ableton rilascia il package Creative Extensions il quale comprende otto strumenti progettati per migliorare ed espandere il punch, il colore e la trama ottenibili con Live, tutto in un unico pacchetto.

Le Creative Extensions includono:

Melodic Steps: un sequencer MIDI veloce e intuitivo per creare melodie poliritmiche con un’interfaccia progettata per incoraggiare la sperimentazione e le nuove scoperte.

Bass: un sintetizzatore analogico virtuale monofonico per suoni  di basso, dai toni classici, profondi e puliti a toni fortemente distorti.

Poli: un synth analogico virtuale per trame polifoniche classiche. Il suo carattere vintage deriva da oscillatori de-accordabili (detune), una potente sezione di modulazione, un coro incorporato e altro ancora.

Pitch Hack: un pitch multiuso per una manipolazione creativa del suono. Audio inverso, randomizza l’intervallo di trasposizione e ripiega il segnale ritardato su se stesso.

Gated Delay: un ritardo sequenziato per effetti ritmici. Potete invertire e aggiungere variazioni o trasformare il suono in qualcosa di completamente nuovo.

Color Limiter: un limiter creativo, ispirato ai suoni grintosi dei limitatori hardware. Ottimo per aggiungere pressione e intensità alle pause e ai beat per aggiungere un timbro vintage a qualsiasi suono.

Re-Enveloper: un processore multibanda per evidenziare i dettagli che desideri in una traccia e ridurre quelli che non ti piacciono. Pulisci, intaglia e comprimi i transienti per adattarli al tuo mix o distruggi completamente il carattere originale di un suono.

Spectral Blur: un texturalizer simile al riverbero che aggiunge un lavaggio spettrale etereo a qualsiasi suono. Usalo per creare stanze dal suono strano o spazi infiniti e distanti.

I proprietari di Live 10 Suite o Live 10 Standard e Max for Live possono scaricare Creative Extensions direttamente dalla sezione Packs nel browser Live 10 facendo clic sull’icona di download, quindi facendo clic su Installa. E’ possibile effettuare il download anche dal Web accedendo al proprio account su Ableton.com.

Per acquistare o aggiornare a Live 10 Suite, andate sul sito nella sezione negozio Ableton.

[News] Ableton annuncia LOOP Conference 2018

Loop è una tre giorni di conferenze, performance e workshop pratici volti a condividere idee su musica, tecnologia e pratica creativa organizzata da Ableton. Questo autunno, si terrà a Los Angeles.

Quest’anno il programma sarà distribuito in una selezione di luoghi vicini a Hollywood. Le location confermate includono EastWest Studios, una struttura leggendaria in cui il suono della musica popolare è stato definito e reinventato molte volte, e il Montalbán, un teatro secolare che ora è un centro comunitario per aspiranti artisti.

Se desiderate partecipare all’evento agli EastWest Studios e al Montalbán Theatre di Hollywood dal 9 all’11 novembre e Incontrare musicisti che la pensano allo stesso modo, apprendere nuovi approcci e scoprire nuove prospettive basta la vostra registrazione del biglietto a partire dal 13 giugno.

Questo è il video che riassume lo svolgimento dell’edizione 2017 di LOOP

[News] Link finalmente disponibile con Live 9.6

Dopo lunga attesa dal primo annuncio è ufficialmente disponibile Link e, con esso,  l’update alla versione 9.6 di Live.

Le note di rilascio evidenziano un gran numero di  bug risolti e un  nutrito pacchetto di  miglioramenti.

Link è senz’altro la novità più attesa ed interessante. Ricordiamo che  Link permette di suonare a tempo con molte applicazioni iOS Live e di collegare più sessioni del software tramite una connessione wireless o ethernet. Musicisti e produttori possono utilizzare questa nuova tecnologia per avere ancora più fonti di ispirazione in studio, o collaborare con altri più liberamente, ma andiamo ad approfondire alcune delle nuova funzionalità introdotte da Live 9.6

  • Aggiornamento del framework Python che ora supporta la versione 2.7 del linguaggio
  • Supporto ufficiale ad Arturia Beatstep, MiniLab e  Keylab
  • Modifica alle modalità di Warp in Simpler che ora riproduce tempo reale, a differenza della precedente versione in cui  era necessario dare  il note on
  • Reintroduzione dei colori casuali nella creazione delle clips

Presenti inoltre parecchi bugfixes e aggiornamenti alle funzionalità di Push per i quali sono coinvolte sia la versione uno che due di Push

[Tutorial] Layered Kick Drum: il metodo della stratificazione

Oggi il nostro Giona Guidi ci spiega come ottenere dei suoni di Kick più corposi ed accattivanti attraverso la tecnica di layering, ossia la cosiddetta stratificazione.

La cassa è una delle componenti più importanti del vostro brano. Per questa ragione, nel mio precedente tutorial incentrato sull’organizzazione e razionalizzazione dello spazio di lavoro del proprio sequencer,  ho sottolineato che la categoria del groove ritmico (che personalmente codifico con il colore bianco) è quella che posiziono nella parte superiore della finestra di arrangiamento, proprio perché è il primo passo che compio nell’affrontare un nuovo progetto. Specialmente quando si parla di musica elettronica è molto importante che il kick drum risulti sempre presente e ben definito all’interno del nostro arrangiamento.  Una delle tecniche funzionali a tale scopo è quella di costruire il suono di kick attraverso la sovrapposizione di 2 o più suoni di cassa differenti, il layering.

Samples Master-Slave

La prima cosa da cui partire è quella che può sembrare più banale ma, credetemi, è tutt’altro che scontata: scegliere campioni di kick di ottima qualità. Come in cucina anche nella produzione di musica vale la regola ” per preparare un buon piatto bisogna usare gli ingredienti giusti”.  Se si scelgono campioni mediocri il risultato non potrà essere sicuramente ciò a cui aspiriamo anzi, c’è una seria possibilità che la stratificazione possa portare a risultati anche peggiori del singolo campione di partenza.

Kick Master

Kick Slave

Nelle librerie di suoni che troviamo in commercio possiamo trovare spesso gruppi di suoni ottenuti con il layering.  Questi campioni sono realizzati stratificando i suoni provenienti da differenti  batterie oppure registrazioni di uno stessa batteria attraverso però microfoni di varie marche e/o posizionati in modo diverso durante la ripresa (take). Sfruttando il medesimo principio possiamo sfruttare queste stesse tecniche per ottenere una cassa con maggiore corpo e timbro, magari sommando un campione di kick dotato di una punta maggiore nell’attacco ad un’altro con più corpo nelle basse frequenze.  A scanso di equivoci, tuttavia, mi preme sottolineare che il concetto di somma dei suoni è subordinato alle medesime regole del mixaggio di un dj. Quando un dj (e molti di voi lo saranno) miscela due brani agisce sull’equalizzazione dei singoli canali per ottenere un passaggio pulito in cui la sovrapposizione delle frequenze non generi distorsioni o l’impasto del suono in pista. Allo stesso modo il layering va di pari passo con opportune tecniche di compressione ed  equalizzazione che hanno lo scopo di non impastare il suono ed ottenere un risultato pulito ed efficace.

Kick Master + Slave (No Sidechain)


 

Compressione Sidechain

Partiremo quindi dal campione “master”, ossia quello che abbiamo scelto per il suo corpo nelle basse frequenze ed inseriremo un compressore con effetto sidechain posto sul campione che invece spicca per la maggiore punta nell’ attacco. La sorgente del sidechain sarà ovviamente il campione master, sul quale andremo ad aggiungere la punta. Grazie ad una adeguata regolazione dei parametri di attacco e rilascio (attack e release) del compressore potremo isolare la parte che ci interessa utilizzare e valorizzare nel secondo campione (punta) eliminando o  anche solo attenuando (in base alle regolazioni effettuate su attacco e rilascio) tutto il resto.

Sidechain Master-Slave

Esistono molteplici plugins in grado di assisterci nella realizzazione di un layered kick, alcuni di essi semplificano moltissimo questa procedura essendo stati creati appositamente per tale scopo. Tuttavia, sono qui per condividere con voi la tecnica di base che ci permette di ottenere l’obiettivo, anche in assenza di specifici plugins.

Kick Master+Slave (Sidechain)


 

Equalizzazione

Quando si interviene sulle equalizzazioni è sempre buona norma non esagerare con il boost, ossia nel pompare le basse frequenze. Tenendo presente che non esistono indicazioni valide universalmente e che tutto può avere una moderata variabilità in funzione del campione utilizzato, un lieve incremento (2/5 db) con una campanatura abbastanza larga (Q) nella zona tra gli 80 e i 120 Hz, dovrebbe valorizzare il campione master. Nel mio caso ho voluto  dare ulteriore incremento tra i 2 e i 5 KHz, per enfatizzare la punta del campione master, sebbene in questa gamma di frequenze sarà protagonista il campione slave. Un ultimo ritocco sempre piuttosto utile è quello di eliminare con un filtro passa basso tutta quella parte di spettro nella quale non c’è contenuto musicale o dove andrà a sedersi il suono del basso, contribuendo così a ripulire il mix finale. Per quanto riguarda il campione slave andremo invece a tagliare col filtro passa basso tutta la gamma sotto i 100 Hz andando così a supportare il compressore sidechain nell’eliminazione di tutto ciò che non ci interessa valorizzare di questo sample. Una curva EQ di tipo  high shelf con guadagno di circa 3/4db, preceduta da una riduzione a campana di circa 2/3 db sui 4Khz mi è servita a valorizzare le alte frequenze della punta che ci interessavano particolarmente in questo strato (layer) del kick slave.

EQ Master-Slave

Per rifinire il tutto sono andato a ridurre di 2 db il volume del campione slave per avere un bilanciamento ottimale sella somma dei miei due layers.

Kick Master + Slave (Sidechain & EQ)


 

Compressione

Quando si parla di kick drum e del relativo layering, la compressione ha un significato più artistico che tecnico visto che,  in linea generale, i campioni di kick drum non necessitano di una riduzione della gamma dinamica, scopo per i quali i compressori sono stati costruiti.  Il compressore servirà, piuttosto, ad alterare il tono, estrarre dettagli del campione o, addirittura, allungarne la coda. Assumono grande importanza quindi i parametri di attacco e di rilascio del compressore. Il controllo di attacco aiuterà a plasmare il tono del suono della cassa; se é troppo lento perderemo il transient del suono, se è troppo veloce non permetteremo al compressore di svolgere la propria funzione. Il controllo di rilascio dovrebbe essere impostato in modo tale che la riduzione del gain possa tornare a zero prima che venga suonato nuovamente.

Potete fare riferimento allo schema che allego per avere un riferimento visivo e pratico di quali frequenze maneggiare per ottenere il risultato voluto.

Bass Freq
Bass Freq

Un ringraziamento a Giona Guidi per il tutorial, a iZotope e Ableton per averci messo a disposizione il software ed i plugins utilizzati in questo tutorial.

[Tutorial] Organizzare ed Ottimizzare un Progetto in Ableton Live

Ableton_logo_nero

Abbiamo chiesto al nostro amico e collaboratore Giona Guidi di condividere con i nostri lettori alcuni consigli basati sulla sua consolidata esperienza nell’uso dei DAW/Sequencer e, in particolare, di Ableton Live. In questo breve tutorial Giona ci fornisce alcuni Tips sulla codifica e colorazione delle varie parti di un progetto ma anche sull’impostazione delle preferenze per ottimizzare il workflow e la resa audio globale del sistema.

COLORAZIONE E CODIFICA

Ogni volta che mi trovo ad iniziare un nuovo progetto, sia esso una mia traccia inedita, il remix di un brano altrui o un semplice mash-up il mio approccio di base è quello di mantenere organizzato il mio lavoro utilizzando una specifica colorazione per ciascuna sezione del progetto stesso. Sebbene in questo tutorial si voglia prendere come riferimento la piattaforma di Ableton live, l’approccio resta valido per qualsiasi sequencer si preferisca utilizzare.

Color Coding 1

Personalmente mi attengo costantemente al seguente schema, ereditato e adattato a mia volta da quello del Ableton Live Expert Martin Danley.

Bianco = Tracce Ghost (ad esempio SideChain Kick)
Grigio = Parte Ritmica
Rosso = Basso
Giallo e Arancione = Synth e Lead instruments
Blu = Voci
Viola = Fx
Rosa = Tutto ciò che richiede una particolare attenzione

Con Ableton la codifica a colori è agevolata perché può essere applicata alle singole clips, alle testate delle colonne, alle scene, alle catene di strumenti ed effetti nonché alle macro. E’ sufficiente selezionare ciò che ci interessa, fare click col tasto destro del mouse e scegliere dal menu contestuale il colore più appropriato. Stessa procedura se si intende rinominare ed in questo caso si può procedere anche con una classica scorciatoia da tastiera CMD – R

Color Coding 2

Una accortezza che suggerisco di avere è quella di disabilitare l’auto assegnazione del colore da parte di Ableton, togliendo la spunta alla specifica opzione che si trova all’interno del menu Preferenze nella sezione Look/Feel ed impostando il colore di default su Bianco visto che il groove ritmico è solitamente quello da cui parto per creare un nuovo progetto e non c’è progetto in cui io non mi avvalga della tecnica di SideChain Compression.

Colorare e Rinominare sono procedure veramente utili per il flusso di lavoro durante la produzione perché permettono di restare ben focalizzati su ciò che si sta facendo e dove lo si sta facendo. Il colpo d’occhio, una volta che ci si è educati al proprio schema di colorazione e nomi , ci permetterà di avere una visione pronta e chiara sulle nostre operazioni di editing. Vi sorprendereste nel vedere quanto tempo venga speso da molti produttori famosi ed abili ingegneri del suono proprio nella fase di organizzazione iniziale del progetto.

Vorrei dare in conclusione qualche piccolo consiglio per ottimizzare il setup di Ableton Live e farlo rendere al meglio. Per iniziare rechiamoci nel menu Preferenze:

Look/Feel: alla  voce “Auto-Nascondi Finestre dei Plug-in”, selezioniamo “No”.  Ciò consentirà di mantenere aperta la visualizzazione multipla e contemporanea dei  nostri plug-in.

Pref 1

Audio: alla voce “Freq.Camp. e Convers. Pitch default” scegliamo “Alta Qualità”.

Pref 2

Record/Warp/Launch: impostiamo su 24 bit la voce “Profondità di Bit”, mentre nel campo “Warp/Fades”  scegliamo“Complex” come “Modalità Warp di Default”. Infine impostiamo “No” nel campo “Crea Dissolvenze agli estremi delle Clip”.

Pref 3

CPU: se il processore del vostro computer ha tale caratteristica scegliamo “Si” alla voce “Supporto Multicore/Multiprocessore”

Pref 4