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[news] Technics presenta l’erede dello storico sl-1200

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Technics presenta l’erede dello storico giradischi per dj SL-1200, ossia SL-1200MK7, un nuovo giradischi a trazione diretta con funzioni dedicate tra cui la riproduzione invertita.

SL-1200 fu introdotto nel 1972 ed ha avuto un successo indiscutibile con oltre 3.500.000 unità vendute. Caratterizzato da una coppia potente e una grande robustezza è stato un riferimento per i Dj contribuendo alla crescita della musica elettronica e da discoteca.

Technics SL-1200MK7 è dotato di un motore a rotazione lenta per controllare direttamente il piatto garantendo una elevata precisione di rotazione e una potente coppia, diminuendo inoltre la necessità di sostituirne i componenti.

Il motore del nuovo piatto utilizza uno statore senza nucleo eliminando la fonte del cogging che poteva affliggere i modelli precedenti. La forza magnetica dei magneti del rotore è stata incrementata e la distanza tra lo statore senza nucleo e i magneti del rotore è stata ottimizzata per ottenere le migliori prestazioni di coppia. La rotazione fluida e la coppia consentono a questo motore di riprodurre con precisione e fedeltà il suono dei solchi incisi nei dischi analogici.

tra le moderne caratteristiche introdotte da questo SL-1200 MK7 troviamo la rotazione inverita. Premendo infatti simultaneamente il pulsante di selezione della velocità e quello Start/Stop, il piatto ruota in direzione contraria ampliando i virtuosismi alla portata dei moderni DJ. Il nuovo piatto vede anche l’introduzione di un microcomputer che assicura elevate prestazioni durante la normale rotazione e consente di gestire al meglio tecniche come lo scratching.

La coppia di avvio e la velocità di arresto possono ora avere regolazioni indipendenti per assecondare le preferenze d’uso. L’illuminatore della puntina è caratterizzato da una nuova struttura a pressione che utilizza una lampada LED di colore bianco ad alta luminosità e lunga durata, migliorando così la visibilità dell’estremità della puntina anche in ambienti poco luminosi.

I cavi di alimentazione e phono possono finlamente essere smontati per e dare maggiore libertà di scelta in base alle proprie preferenze. La velocità di rotazione può essere impostata a 33-1/3 giri/min., 45 giri/min. o 78 giri/min. La funzione di controllo pitch consente una regolazione fine della velocità di rotazione compresa tra ±8%/±16%.

Technics SL-1200MK7 è caratterizzato da pulsanti e braccio neri, mentre mantiene la disposizione pulsanti dei modelli Serie 1200.

in Italia arriverà nel mese di giugno. Il prezzo non è stato ancora annunciato.

[News] Native Instruments lancia Desert Dystopian Sounds Originals Pack su SOUNDS.Com

Native Instruments

Native Instruments ha lanciato oggi un nuovo sound pack di Sounds Originals creato dal produttore, musicista e compositore nominato al Grammy, Tom Holkenborg, alias Junkie XL. Il pack, Il pacchetto denominato Desert Dystopian, cattura l’energia delle colonne sonore dei film di Holkenborg, incorporando ritmi forti, bassi brutali, archi estesi. Il pacchetto fa parte della famiglia Sounds Originals di Sounds.com, che presenta contenuti esclusivi di pionieri musicali di vari generi.

Tom Holkenborg è stato un artista molto richiesto da oltre 25 anni. Dopo aver creato alcuni dei più memorabili brani di musica elettronica e remix degli anni ’90 e ‘2000, ha continuato a produrre colonne sonore avvincenti per videogiochi e spartiti originali per famosi film di Hollywood, tra cui Deadpool, Mad Max, Fury Road e Tomb Raider . Le sue partiture spesso fondono suoni orchestrali tradizionali, passaggi percussivi intensi, trame elettroniche distorte e effetti sonori drammatici per creare colonne sonore avvincenti per sequenze d’azione estreme.

Holkenborg ha costruito un pacchetto che combina ritmi di batteria d’accompagnamento, bassi synth grintosi, loop di feedback per chitarra e trame metalliche con paesaggi sonori orchestrali e design esplosivo del suono, fornendo una serie di nuovi strumenti per la costruzione di brani coinvolgenti.

Musicisti, produttori e fan possono guardare il nuovo video di Behind the Sounds da Holkenborg. In esso, descrive il suo suono caratteristico e spiega come ha messo insieme i suoi pacchetti Sounds Originals.

L’esclusivo pacchetto Desert Dystopian è disponibile gratuitamente per gli abbonati di Sounds.com attraverso il sito web. Gli utenti possono trarre da questa vasta collezione di loop e one-shot per creare i propri spartiti, colonne sonore e altro.

Opzioni di iscrizione a Sounds.com

Sounds.com offre tre livelli di abbonamento, Essential, Pro e Ultimate, in modo che gli utenti possano selezionare la giusta quantità di contenuti scaricabili al mese per le proprie esigenze creative. Gli abbonati possono facilmente monitorare il loro utilizzo e modificare i piani secondo necessità.

Sounds.com offre anche una versione di prova gratuita che consente a musicisti e produttori di esplorare loop e campioni royalty free per due settimane senza alcun impegno.

[News] Loopmasters annuncia loopcloud 4.0

Loopmasters sta per portare la navigazione e l’auditing dei samples a un livello completamente nuovo. Con Loopcloud 4.0, gli utenti ottengono il completo ed approfondito Loop Editor, un workbench di campionamento e pattern di campionamento con la possibilità di riorganizzare, redefinire il tempo e ridimensionare singoli segmenti di qualsiasi campione, sia nella libreria che nel Loopcloud Store.

Inoltre, selezionando un determinato segmento edit, è possibile ascoltare qualsiasi altro loop o campione one-shot nella propria libreria o dal catalogo Loopmasters, che si adatti allo stesso patterno selezionato. Con la potenzialità di testare milioni di campioni prima di importarne uno nel proprio progetto, questo è un grosso passo avanti per i produttori di ogni genere musicale.

Loopcloud 4.0 verrà rilasciato nel primo trimestre del 2019

[Tutorial] Utilizzi gli hashtag giusti per la tua musica sui social media?

Ormai, i social media sono diventati importanti e abbastanza diffusi da far capire a tutti che cosa sono gli hashtag, ma ci sono ancora molte persone che non capiscono cosa dovrebbero o non dovrebbero fare quando si tratta di dare la giusta impostazione nel loro utilizzo su Instagram o Facebook.
Ecco una rapida occhiata a cinque cose che potreste non fare con gli hashtag, come potreste migliorare e perché tutto ciò sia importante.

  1. Seguire strategicamente alcuni hashtag

Anche se non se ne parla abbastanza e molte persone nemmeno ne sono a conoscenza, gli hashtag possono essere seguiti su Instagram più o meno allo stesso modo degli account. Chiunque può scegliere di seguire un hashtag e visualizzare molte delle immagini associate al tag (a volte tutte, a seconda di quante volte viene utilizzato l’hashtag) nel proprio feed, proprio come se un account che seguiamo avesse condiviso una nuovo post.
Seguire un hashtag come #summer o #music probabilmente non vi servirà a nulla, dal momento che sono usati ed abusati, ma ci sono alcuni che potrebbero avvantaggiarvi. Ad esempio, se si segue il nome della tua band o dj preferiti come hashtag (ad esempio #coldplay o #davidguetta), sarà possibile visualizzare alcuni dei post che hanno attinenza con la propria musica ed artisti preferiti. A volte le persone non ci taggano correttamente utilizzando un hashtag anziché il tag al nostro account. In questo modo potremo intercettare le immagini in questione. Si potrebbe ad esempio decidere di seguire i nomi dei propri brani, album e tour sotto forma di hashtag perché, anche vengono usati solo una o due volte, conviene interagire con quelle immagini (e con gli account dietro di loro), dal momento che saranno probabilmente condivise dai chi ci segue con maggiore assiduità e partecipazione.

2. Separare gli hashtag dalla didascalia

Ci sono diverse correnti di pensiero quando si tratta di posizionare gli hashtag da allegare ai propri post e, alla fine, si riduce tutto a ciò che riteniamo migliore e di ciò che funziona per noi.
Suggeriamo di aggiungere i propri hashtag come commento subito dopo aver postato la propria immagine o il proprio video lasciando che la didascalia abbia la propria rilevanza, invece di affollarla con hashtag. Quando vengono inseriti in un commento, funzionano ancora allo stesso modo e tutte le funzionalità dovrebbero essere uguali, ma vengono suddivisi in compartimenti e, in un certo senso, vengono tenuti separati.

In alternativa si può optare per aggiungere almeno 5 punti in successione (o altro simbolo) per distanziare la lista degli hashtag dalla caption, ossia la didascalia descrittiva del post.

3. Non usarne troppi

Le persone aggiungono hashtag ai post su Instagram perché rendono i propri contenuti parte di una conversazione più ampia e consentono loro di intercettare persone nuove che diversamente potrebbero non incappare mai nel loro profilo . Con ogni hashtag aggiunto, c’è l’opportunità di raccogliere nuovi Mi piace, commenti e follower, e mentre ciò può sembrare superficiale, tutta quell’attenzione si aggiunge e può tradursi in nuovi fan e vendite dei propri brani.
Si potrebbe essere tentati a questo punto di massimizzare il numero di hashtag aggiunti a ogni post (Instagram ne consente 30 per ogni articolo), ma in realtà non si tratta di una buona pratica.

Trovare un equilibrio tra l’utilizzo di hashtag appropriati e l’accattonaggio di attenzione e visibilità è difficile. A volte solo cinque hashtag sono la cosa migliore, mentre altre volte, circa 10 potrebbero funzionare meglio. Quando si superano i 10 le cose diventano complicate e Instagram potrebbe anche pensare che stiamo provando a giocare con l’algoritmo e quindi bisogna fare attenzione a non tramutare il nostro post in qualcosa che il social network tratta come vero e proprio Spam.

4. Non utilizzare sempre gli stessi

Via via che aumentiamo le nostre pubblicazioni su Instagram, diventa facile stagnare nell’utilizzo dei soliti hashtag. Probabilmente ci sono molte opzioni che si applicano a tutto ciò che condividiamo, come #music, #concert, #newmusic o il nostro nome . Potrebbe sembrare che abbia senso utilizzarli più e più volte, ma Instagram disapprova anche il copia e incolla degli hashtag nello stesso ordine.

Quando pubblichiamo è bene mescolare gli hashtag ed evitare di utilizzare #music tutte le volte, specialmente se ci sono altri tag più trendy e pertinenti applicabili al nostro post. Anche se ci sono alcuni elementi che vogliamo includere ogni volta che condividiamo (come il proprio nome o il nome che i nostri fan ci hanno attribuito), facciamo del nostro meglio per scriverlo in un ordine differente. Se era il primo hashtag elencato nel nostro ultimo post, assicuriamoci che sia da qualche parte nel mezzo nel post successivo e magari l’ultimo in quello che verrà pubblicato ancora dopo

5. Creare hashtag inediti ed originali

La maggior parte degli hashtag che pubblichiamo sono utilizzati anche da milioni di altre persone, e questo può anche rendere difficile distinguersi. È divertente lanciare il proprio contenuto nella giungla social insieme a tutti gli altri che utilizzano tag come #instamusic o #edm, ma possiamo anche proporne altri che si applicano solo a noi e alla nostra musica.

Includendo gli hashtag chiave per noi nei propri post di Instagram possiamo iniziare a “educare” chi ci segue ad utilizzarli quando postano cose attineneti al nostro universo, alla nostra musica, alle nostre serate etc. Questi hashtag hanno un senso circoscritto a quelli che ci conoscono e vogliono anche pubblicare qualcosa che ci riguarda, e quindi sono forse anche più importanti degli altri hashtag casuali che le masse hanno adottato.

Guardiamo questi hashtag con attenzione e assicuriamoci di seguirli, perché tutto ciò che è condiviso con uno di questi elementi è fondamentale per noi.

Ringraziamo Giona Guidi per averci dato consulenza sull’intricato mondo di Instagram, dei “trucchi” ed errori da evitare, mettendo a disposizione la sua consolidata esperienza di dj, produttore e social media expert.

[News] MeldaProduction mTURBODELAY a prezzo di lancio ancora per poche ore

Questa è l’ultima possibilità di ottenere il nuovissimo MTurboDelay per un prezzo introduttivo di € 49 (prezzo normale € 199).

MTurboDelay è il Delay che racchiude 39 plug-in di ritardo in una singola interfaccia e gratuito per gli utenti di MTotalFXBundle, MCreativeFXBundle e MCompleteBundle.

Questo il link al sito e alla pagina specifica del plugin in offerta.

Un delay è il primo strumento che probabilmente si prova, quando vogliamo trasformare qualcosa di noioso in qualcosa di interessante, ma ci sono praticamente infiniti modi in cui un delay può suonare. MeldaProduction ha implementato molteplici algoritmi tra cui scegliere senza ricadere in echi di base, si tratta infatti di algoritmi complessi con elaborazione avanzata del feedback, dal filtraggio al pitch-shifting e alla distorsione e molto altro. Per confrontarli è sufficiente un solo clic. Risparmierai tempo e il plug-in ti consentirà di concentrarti su ciò che è veramente importante: il suono.